Un grossista della droga a Savignano, sgominata la banda dello spaccio in Riviera

L'operazione dei Carabinieri di Rimini ha portato all'esecuzione di 6 misure cautelari per altrettanti pusher

Una nuova banda di spacciatori, tutti incensurati, che riforniva la Riviera di marijuana e cocaina è stata sgominata dai carabinieri di Rimini nell'ambito dell'operazione "Pony express" che ha portato all'esecuzione di 6 misure cautelari per altrettanti pusher. La particolarità del gruppo, come hanno sottolineato gli inquirenti dell'Arma, era quella di avere componenti giovani e incensurati ma nonostante questo particolarmente introdotti nel mondo dello spaccio tanto da poter contare su canali anche esteri per far arrivare la droga nel riminese. Le indagini erano iniziate nel 2018, sulla scia dell'operazione "Frutta market", che aveva fatto emergere le figure di un pizzaiolo italiano 26enne residente a Rimini e di un albanese 32ene residente a Savignano. I due, secondo gli investigatori, erno dei grossisti della droga con il primo che si approvigionava sia su canali spagnoli e laziali (per la marijuana) che lombardi (per la cocaina) mentre, il secondo, faceva arrivare lo stupefacente da Ravenna.

Nel corso dell'inchiesta i carabinieri hanno arrestato in flagranza il pizzaiolo 26enne che il dettagliante 28enne con quest'ultimo che, vistosi nel mirino dei militari dell'Arma, aveva ceduto la sua rete di spaccio al fratello. Secondo gli investigatori, inoltre, il "capo" dei pusher si rivolgeva all'albanese 32enne di Savignano quando rimaneva a "secco" di droga sfruttando il canale ravennate del complice per far arrivare lo stupefacente sulla piazza riminese. Durante le indagini i carabinieri hanno eseguito 6 arresti in flagranza, recuperato83 chili di marijuana e 390 grammi di cocaina oltre a 56mila euro ritenuti il provento dello spaccio.

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L'operazione "Pony express"coordinata dal sostituto procuratore Davide Ercolani, ha portato nella gioranta di martedì all'arresto del terzo dettagliante e del grossista albanese oltre alla misura cautelare degli arresti domicliari per altre 4 persone e, in tutto, 13 indagati. Nei confronti del pizzaiolo 26enne, inoltre, è stato eseguito un sequestro preventivo di beni per 480mila euro ritenuto l'equivalente del guadagno dello spaccio.

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