Un corpus di manoscritti rari e poesie di Giovanni Pascoli: un "tesoro" a disposizione degli studiosi

Un corpus di 143 manoscritti pascoliani inediti e di 800 tra prime edizioni, libri rari, riviste e altri documenti sul poeta sono stati acquistati da Sammauroindustria

Un corpus di 143 manoscritti pascoliani inediti e di 800 tra prime edizioni, libri rari, riviste e altri documenti sul poeta sono stati acquistati da Sammauroindustria, l’associazione pubblico-privato di San Mauro Pascoli nata 18 anni fa da un gruppo di imprenditori e dal Comune di San Mauro Pascoli con la mission di valorizzazione l’opera e la figura del grande poeta. L’imponente mole documentaria sarà messa a disposizione del Comune di San Mauro, che, attraverso il Museo di Casa Pascoli lo renderà disponibile agli studiosi.

Un percorso che si arricchisce di un nuovo importante capitolo: l’acquisizione di un Fondo dal professor Piero Pieretti di Pisa, in passato docente presso l'Università degli Studi di Siena, studioso e cultore di Giovanni Pascoli, autore anche di alcuni saggi pascoliani, tra i quali: Giano bifronte. Identificazione del Pascoli allegorico in “Convegno internazionale di Studi pascoliani”, Barga 1983; Ecdotica Anecdotica in “Giovanni Pascoli. Poesia e poetica. Atti del convegno di Studi pascoliani San Mauro 1-2-3 aprile 1982”, Maggioli 1982. Il Fondo consiste di 143 manoscritti, di cui 115 sicuramente del poeta, mentre i restanti sono trascrizioni di Maria e Ida Pascoli (sorelle di Giovanni), lettere di corrispondenti del poeta, materiale fotografico e manoscritto redatto da altre mani: ad esempio un contratto del 1898 fra la Casa editrice Dante Alighieri e Pascoli per testi scolastici, una relazione di un'ispezione del poeta del 1903 in un liceo di Forlì, materiale alla morte.

Tra i manoscritti autografi si distinguono le stesure con iter redazionale di quattro poesie poi accolte nella raccolta Poesie Varie: Ghino di Tacco, L'amorosa giornata, Patuit dea, A Victor Hugo; appunti del 1894 sull'otium da Ovidio, Amores; trascrizione di versi da Virgilio e Catullo; note sull'Eneide; appunti del 1898 per la conferenza Iter siculum; tre fogli di appunti di argomento omerico (Odissea) del 1899 e diversi altri appunti manoscritti. Tra le lettere, si distinguono le 33 lettere e cartoline a Luigi Bonati – cantiniere di La Spezia, amico e ammiratore di molti poeti - che possono consentire la ricostruzione di un completo carteggio tra i due. Altri poi sono i nuclei compatti di lettere, come quelle alle monache del Convento di Sogliano al Rubicone (1895-1906) o a Luigi Mercatelli. Vi sono inoltre numerose lettere inedite ad amici e collaboratori a vario titolo.

Da notare lo straordinario valore, oltre agli autografi in originale, di tutta la documentazione cartacea di interesse pascoliano, e circa 800 prime edizioni delle opere di Pascoli, opuscoli rari contenenti le trascrizioni di altri carteggi inediti, riviste sulle quali il poeta aveva pubblicato per la prima volta i suoi testi e un'ampia bibliografia critica sul poeta con volumi ed estratti. Il Fondo Pieretti costituisce quindi un nucleo fondamentale ai fini della ricostruzione della biografia pascoliana, nonché per ripercorrere l'intera produzione del poeta a partire dagli anni di Massa.

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