Un attore dalle origini campagnole, c'è anche un cesenate nell'ultimo film di Pupi Avati

Fabio De Cesare, 61 anni, ha una parte ne "Il signor Diavolo": "Con Pupi Avati ci conosciamo da più di 20 anni"

C'è un po' di Cesena nell'ultimo film di Pupi Avati "Il signor Diavolo", pellicola uscita in questi giorni nelle sale cinematografiche italiane che riprende il genere dell'horror padano che fu "La casa dalle finestre che ridono".

Più che Cesena c'è un cesenate, Fabio de Cesare, attore per passione ma con una fede incrollabile nel valore della recitazione e dell'attore tout court. Fabio de Cesare, 61 anni, che rivendica orgogliosamente le sue origini contadine e comprende a pieno il lavoro del regista Pupi Avati che si rifà a un gotico campagnolo, nel film è il papà di Paolino, uno dei due bambini protagonisti della storia.

"Non è una parte grande ma nemmeno una comparsa. Anche lui emana la sua dose di inquietudine e paura, proprio i ruoli che piacciono a me" spiega De Cesari che, con Avati, aveva già lavorato in Magnificat, Il Cuore altrove e altri film".

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L'attore cesenate in questi giorni porta in giro per la Romagna anche lo spettacolo del "Teatro delle Lune" su Leonardo da Vinci. "Lavorare con Maurizio Mastrandrea e Monica Briganti mi dà molte soddisfazioni e mi continua a confermare come sia bello e costruttivo il lavoro di attore. Con Pupi Avati ci conosciamo da più di 20 anni, ho partecipato anche in altri film (sempre parti piccole) e ho un bel rapporto di amicizia. Il nuovo film, secondo me, è molto bello e vorrei che la gente andasse a vederlo perché è un film diverso dalle solite commedie a cui negli ultimi anni siamo abituati. Sono tutte un po' uguali, Pupi riesce sempre a essere originale e autentico, parla di una paura ancestrale quella che tutti prima o poi abbiamo provato".

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