Cronaca

Un altro lieve rallentamento settimanale del virus: l'Ausl: "Ma ora servono comportamenti corretti"

Un trend del rallentamento dei contagi è confermato anche dalla percentuale di positività in proporzione ai tamponi: Cesena è passata dal 7 al 6,7%

Dal 19 al 25 aprile si sono verificate in Romagna 1.976 positività al covid-19 su un totale di 34.798 tamponi eseguiti, con un tasso di positività del 5,7% (al 5 aprile era del 10,7%). "Anche il dato di questa settimana ci restituisce una ulteriore flessione della circolazione del virus, in numeri assoluti, a cui si aggiunge, anche se in maniera più lenta, un calo di occupazione dei posti letto Covid e delle Terapie Intensive - commenta il direttore sanitario dell'Ausl Romagna, Mattia Altini -. Ora per abbassare ulteriormente la circolazione del virus dobbiamo confidare nei corretti comportamenti della popolazione, e in un ingente arrivo di vaccini, che potrà consentirci una ulteriore accelerata nelle somministrazioni".

Il trend delle postività

"La riduzione è però molto lieve rispetto alle settimane precedenti", fa sapere l'Ausl Romagna nell'ultimo report, specificando che è sceso "in modo consensuale il tasso d’incidenza dei nuovi casi per 100 000 abitanti negli ultimi 7 giorni". Il 55% delle positività si registra nella fascia d'età 25-64, l'11% in quella 65-79, il 7% in quella 6-10, 14-18 e 19-24, il 5% in quella 0-5 e il 4% in quella 11-13 e over 80.

Un trend del rallentamento dei contagi è confermato anche dalla percentuale di positività in proporzione ai tamponi: Forlì è passata dal 7,7 al 5,9%, Cesena dal 7 al 6,7%, Ravenna dal 5,8 al 5,4%, mentre è Rimini dal 7,4 al 5,4%. La performance dei tempi di refertazione dei tamponi, entro le 48 ore, si mantiene alta, registrando il 93,3 per cento.

Tutti i distretti dell’Ausl della Romagna si trovano al di sotto della soglia critica dei 250: Forlì 221, seguita da Cesena Valle del Savio con 205; quindi Rubicone con 171, Riccione 163, Ravenna 150, Lugo e Rimini 143 ed infine Faenza con 115. I focolai nelle case di riposo forlivesi sono 2 al pari del dato cesenate, contro i 6 del Ravennate, i 1 del Riminese. Sempre in quei giorni c’erano quattro focolai nelle scuole del comprensorio di Cesena, 22 in quelle di Rimini, 4 in quelle di Forlì e 13 in quelle di Ravenna.

Ricoveri

Per quanto riguarda l'indicatore relativo alle persone ricoverate, su tutta la Romagna, a lunedì scorso, si registra la quota di 341 ricoveri (altri 36 si trovano ricoverati in strutture private, con una diminuzione di 75 ricoverati rispetto alla settimana precedente, pur rimanendo l'azienda all'interno del livello rosso del Piano ospedaliero Covid; anche i riempimenti nelle terapie intensive sono in calo, sia in termini assoluti che percentuali (33 su posti a disposizione, per una percentuale del 55%). A Forlì il tasso di ospedalizzazione è del 4,5%, a Cesena del 5,3%, a Rimini del 6,1% e a Ravenna del 8,3%.

Decessi

Nella settimana dal 19 al2 5 aprile in tutta la Romagna sono 40 i decessi riconducibili al covid, la maggior parte nel Ravennate (17), seguono la provincia di Rimini con 17 e quella di Forlì-Cesena con 9 (sei a Forlì). Il Ravennate è il territorio dove il virus ha il tasso più alto di letalità (il calcolo è stato fatto dall’inizio della pandemia al 5 aprile rapportando i casi totali ai decessi): 3,5%. Seguono Rimini col 3,1%, Forlì col 3% poi Cesena con 2%. La media è del 3%.

Vaccini

Prosegue nel contempo la campagna vaccinale. I soggetti vaccinati nei centri vaccinali aziendali con la prima dose al 26 aprile sono 234.637 a cui vanno aggiunti 19.689 vaccinati dai medici di medicina generale (7.210 prime dosi in provincia di Forlì-Cesena). Inoltre dal 18 gennaio sono iniziate le somministrazioni della seconda dose e sono 107.270 persone ad aver completato la vaccinazione. In provincia di Forlì-Cesena sono state somministrate 87.916 prime dosi, mentre sono 39.863 le seconde dosi. La campagna, evidenzia Altini, "procede a ritmi serrati ed  ha già assicurato in Romagna, una percentuale dell’87% di copertura della prima dose alla popolazione over 80, più vulnerabile in caso di esposizione al virus".

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