Venerdì, 19 Luglio 2024
La guerra in Ucraina

Bersagliata da 300 proiettili: dall’Ucraina a Cesena l'ambulanza mitragliata dall'esercito russo

Ad oggi a Cesena sono residenti 661 cittadini con cittadinanza ucraina di cui 523 donne e 138 uomini. Dall’inizio della guerra in città sono arrivati oltre 200 nuclei familiari e gradualmente, con il trascorrere del tempo, alcuni di loro hanno deciso di ritornare nelle terre d’origine

Un potente simbolo per comprendere gli orrori della guerra e per schierarsi, ancora una volta, dalla parte della pace e della non violenza. Lunedì mattina in piazza del Popolo è arrivata un’ambulanza ucraina bersagliata da circa 300 proiettili dal lato guida. Il mezzo di soccorso, presentato da don Vasyl Romanyuk, Cappellano per gli ucraini a Forlì, Faenza, Cesena, Imola, è stato parcheggiato in prossimità dell’ingresso principale della chiesa della Natività della Beata Vergine Maria, laddove vi rimarrà fino a giovedì 11 luglio. Si tratta di uno dei primi mezzi attaccati dalle truppe russe in un villaggio della regione di Kharkiv nel settembre 2022.

VIDEO - La storia dell'ambulanza mitragliata dall'esercito russo

Il veicolo racconta la storia di medici, soccorritori e civili, vittime delle attività belliche russe. A settembre 2022, mentre prestava soccorso a un civile ferito in un bombardamento, l’ambulanza è stata colpita da centinaia di proiettili e schegge di missili russi. Il personale di soccorso non ha avuto neppure il tempo di caricare il ferito sull’ambulanza, poiché appena 30 secondi dopo il loro arrivo, una bomba ha danneggiato pesantemente il veicolo. La sua esposizione a Cesena vuole essere un monito contro la violenza e un invito alla pace nella giustizia.

Il mezzo di soccorso è stato accolto dall’Assessora con delega alla Pace Giorgia Macrelli, dall’assessora ai Servizi per le persone e le famiglie Carmelina Labruzzo e dal Presidente del Consiglio comunale Filippo Rossini. “Siamo qui per ribadire che noi ripudiamo la guerra, come scritto nella Costituzione italiana. Cesena è una città che promuove la pace, lo fa proponendo e sviluppando tante iniziative e incontri tra diverse culture, anche per costruire ogni giorno una cultura dove la guerra non è una soluzione per individuare un equo accordo tra i popoli - le parole dell'assessora Macrelli -. Il nostro pensiero va agli operatori sanitari, ai professionisti dell’informazione, ai civili, e a tutti coloro che ingiustamente fanno i conti con gli orrori della guerra. Accogliamo dunque con questo spirito l’ambulanza ucraina crivellata di colpi di arma da fuoco e ribadiamo il nostro rifiuto netto ad ogni conflitto e ad ogni forma di nazionalismo”.

Dopo aver attraversato l’Ucraina e numerosi paesi europei, tra cui Lussemburgo, Belgio, Inghilterra, Austria e Slovacchia, numerose città in Italia l’ambulanza fa oggi tappa a Cesena e nei prossimi giorni approderà a Imola, Ravenna e Rimini. Questo veicolo di soccorso fa parte della campagna “Ukraine is calling", lanciata da un’organizzazione no-profit “Lukraine” con sede in Lussemburgo. L’obiettivo è raccogliere donazioni per l’acquisto di 112 nuove ambulanze per l’Ucraina. Fino ad oggi, ne sono state già acquistate e inviate 70, di cui 8 consegnate dal Ministero degli Affari Interni del Lussemburgo e 14 ambulanze blindate finanziate dal Ministero della Difesa del Lussemburgo per i servizi di soccorso nelle prime linee.

Ad oggi a Cesena sono residenti 661 cittadini con cittadinanza ucraina di cui 523 donne e 138 uomini. Dall’inizio della guerra in città sono arrivati oltre 200 nuclei familiari e gradualmente, con il trascorrere del tempo, alcuni di loro hanno deciso di ritornare nelle terre d’origine per prestare soccorso ai familiari rimasti e per riappropriarsi dei loro beni. Nel corso di questo arco di tempo i Servizi sociali dell’Unione dei Comuni Valle del Savio, l’Agenzia per la Famiglia, il Centro stranieri e il Centro per le Famiglie hanno contribuito all’accoglienza delle famiglie, all’iscrizione presso i servizi educativi e scolastici dei più piccoli e all'avvio di tutte le pratiche necessarie.

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