Furti in aumento, Vandelli: "Il problema sia tra le priorità del sindaco"

E' quanto afferma Ugo Vandelli, segretario generale regionale Emilia Romagna Equilibrio Sicurezza “il sindacato dei poliziotti”

Davanti all'aumento dei furti, "il sindaco, anche se non responsabile in primis dell’ordine e della sicurezza pubblica, deve assumere questo problema tra le priorità reali, considerato che Cesena è una delle città di media grandezza sul territorio nazionale con un alto incremento di reati". E' quanto afferma Ugo Vandelli, segretario generale regionale Emilia Romagna Equilibrio Sicurezza “il sindacato dei poliziotti”.

Il sindacalista espone il suo pensiero: "Più presenza sul territorio e servizi di prossimità a stretto contatto con i cittadini, coinvolgendo maggiormente la polizia municipale; coordinamento reale tra le forze di polizia. Due semplici punti sui quali i vertici istituzionali si devono impegnare maggiormente. Per oltre quarant’anni ho servito lo Stato e mi sono attivato nel sindacato con occhio attento alla prevenzione (polizia stradale, ordine pubblico, controllo del territorio, info investigativa, affari generali e poliziotto di quartiere) cercando di fornire costantemente al cittadino quelle informazioni utili a prevenire i reati che di volta in volta colpivano la società".

"Lasciato l'abito del poliziotto ho continuato ad interessarmi al tema della sicurezza - continua Vandelli -. Dinanzi all’aumento verticale dei reati - i furti sono quadruplicati nell’ultimo decennio - e di conseguenza all’aggravarsi del senso di insicurezza, ritengo vi sia bisogno di uno scatto in avanti senza allarmismi, ma con decisione. In questo senso il sindaco, anche se non responsabile in primis dell’ordine e della sicurezza pubblica, deve assumere questo problema tra le priorità reali, considerato che Cesena è una delle città di media grandezza sul territorio nazionale con un alto incremento di reati".

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"Reati considerati minori che però toccano con “violenza” la sfera più intima delle persone - conclude il sindacalista -. Questo dato statistico oltre a sconcertarmi mi riporta alla mente le tante accuse di “allarmismo” ricevute nel tempo da chi, invece, avrebbe dovuto contrastare l'insicurezza dilagante e non solo percepita, così come volevano farci credere. Tutto ciò mi obbliga a rilanciare l'allarme con la speranza venga raccolto dalle agenzie preposte alla sicurezza (prefetto e questore in testa) che mi auguro non si nascondano più davanti alle proprie responsabilità".

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