Cronaca

Uccise durante "tempesta emotiva", niente sconti per Castaldo: l'appello bis conferma 30 anni di carcere

E' la decisione della Corte di assise di appello di Bologna nel nuovo processo di secondo grado disposto dopo l'annullamento, da parte della Cassazione

Confermati i 30 anni inflitti in primo grado dal gup del tribunale di Rimini a Michele Castaldo, imputato per aver ucciso, strangolandola a mani nude, la ex Olga Matei a Riccione nel 2016. E' la decisione della Corte di assise di appello di Bologna nel nuovo processo di secondo grado disposto dopo l'annullamento, da parte della Cassazione, della discussa sentenza che citava la 'tempesta emotiva' per concedere le attenuanti generiche legate per lo più a sentimenti di gelosia e, di conseguenza, ridurre a 16 anni la pena. Una motivazione che provocò diverse polemiche a suo tempo e che invece la Corte ha rigettato. La Procura generale di Bologna ha chiesto quindi la conferma della sentenza di primo grado, cioè della condanna a 30 anni per Castaldo, 57 anni operaio residente a Cesena, reo-confesso dell'omicidio di Olga Matei, 46, commessa di origine moldava con cui aveva avuto una relazione.

L'omicidio della ex Olga Matei

E' l'appello bis, dopo il rinvio della Cassazione, del caso diventato famoso per la "tempesta emotiva", l'espressione del perito psichiatrico citata nelle motivazioni della prima sentenza di appello che dimezzò, portandola a 16 anni, la pena di Castaldo, concedendogli le attenuanti generiche. Poi, dopo il ricorso della Procura generale, la Cassazione annullò disponendo un nuovo giudizio.  "La frase, dal sapore quasi letterario, se estrapolata dal robusto argomentare svolto dal perito, professor Renato Ariatti, non significa assolutamente nulla sul piano della valutazione giuridica. Vuole semplicemente dire che l'imputato ha agito con rabbia". Così il sostituto pg Valter Giovannini nella sua requisitoria si è riferito all'espressione "soverchiante tempesta emotiva" citata nelle motivazioni della sentenza del primo processo di appello che dimezzò la pena per l'imputato.  "Finalmente siamo tornati a parlare di giustizia, anche a Bologna" è il commento dei legali della famiglia di Olga Matei, spiegando di aver parlato con la sorella di Olga, Nina, attualmente in Moldavia. "Ha tirato un sospiro di sollievo, sente che la memoria di sua sorella ora è rispettata, non tradita".

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