Tutti contro l'antenna Telecom. "Questa cosa non s'ha da fare"

Nessuno la vuole: non la vogliono residenti, il consiglio di quartiere si è astenuto dal dare un giudizio, il Comune ha scritto a Telecom per per chiedere la disponibilità a rivederne la collocazione

 Riunione di fuoco. Lunedì sera nei locali della sede del quartiere Cervese sud si è discusso di un'antenna per la telefonia che andrebbe installata in via Cerchia di Sant'Egidio. Ma nessuno la vuole: non la vogliono  residenti, il consiglio di quartiere si è astenuto dal dare un giudizio, il Comune ha scritto a Telecom per per chiedere la disponibilità a rivederne la collocazione. In più i privati che hanno stretto l'accordo con la Telecom si sono detti pronti a fare un passo indietro se c'è l'appoggio del quartiere anche per evitare che l'antenna non sorga poi nelle proprietà vicine.

Hanno già mandato lettera per recedere dal contratto anche se non è ancora giunta la firma ufficiale di accettazione da parte del gestore telefonico. Con molta probabilità, visto che da quell'area passerà la gronda bretella e sorgeranno nuove abitazioni, la Telecom ha pensato di installare la struttura a copertura della zona. Il quartiere dal canto suo non ha comunicato la cosa ai residenti che si sono insospetiti, prima; e arrabbiati poi. “Forse abbiamo sottovalutato la potenziale presa – ha spiegato il presidente di quartiere - che poteva avere l'argomento sui cittadini. Abbiamo rispettato le comunicazioni standard anche perché abbiamo ottenuto i pareri rassicuranti di Arpa e Ausl. Ma così facendo ci siamo beccati anche la nomea dei complici anche se non abbiamo nessun preconcetto”.

Intanto si è già formato un comitato per impedirne l'installazione e la raccolta firme macina numeri visto che è già stata raggiunta quota delle 500 firme. Le rassicurazioni del tecnico Arpa presente all'incontro non sembrano aver convinto la folla di circa 120 residenti che si è stancata presto di ascoltare la lezioncina sulle onde elettromagnetiche. I timori dei residenti sono tutti riconducibili ad una parola: “Salute”. “Lei ce li manderebbe i figli a giocare sotto l'antenna?” è uno dei quesiti posti a bruciapelo agli esperti. Una cosa è certa: il tecnico Arpa avrebbe voluto trovarsi in un altro luogo e non circondato da tutti quegli sguardi perplessi. E difficili da convincere.

Al momento la questione è in mano alla Telecom visto che le autorizzazioni sono già state firmate e sulla carta tutto pare in regole quindi per il gestore la strada sembra più in discesa che in salita.

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