Il Tutor non sarà riacceso, il sindaco: "Il Comune non può farci niente"

Il sindaco difende lo strumento: "Voglio ricordare infine che, nel corso degli anni, il Tutor ha rappresentato un fenomenale elemento di sicurezza stradale della Secante"

Il caso del Tutor della Secante, che a meno di improvvisi ripensamenti non verrà più riacceso, approda in Consiglio Comunale. Il sindaco Paolo Lucchi, infatti, ha risposto ad un'interpellanza giovedì pomeriggio sul tema proposta dal capogruppo del Pd Andrea Pullini, confermando che il dispositivo non sarà più riattivato in modalità sanzionatorio, e forse potrebbe essere anche del tutto smantellato. E questo non per volontà del Comune, ma della Prefettura di Forlì-Cesena.

La notizia era stata data da CesenaToday alcuni giorni fa. All'origine dello “spegnimento” del dispositivo che “sorvegliava” sul rispetto del limite di velocità dei 90 km/h all'interno della pericolosa galleria delle Vigne vi è una riqualificazione burocratica della Secante: stessa strada, stesso livello di traffico, stessa pericolosità della galleria, ma un codice diverso su un pezzo di carta ufficiale. Con tale riclassificazione il Tutor può restare acceso solo con un'esplicita autorizzazione della Prefettura, autorizzazione che non pare arriverà.

Dettaglia il sindaco Paolo Lucchi in Consiglio: “Il sistema è stato bloccato in seguito ad incontri in Prefettura, ai quali ha partecipato il Comandante della Polizia Municipale Giovanni Colloredo. Durante gli stessi, sono emerse due problematiche che in passato non erano presenti: il primo è il cambio di classificazione della strada da parte dell'ANAS. Nel passato - esiste ampia documentazione agli atti in proposito - la strada era classificata come di tipo "B". Ciò comportava che il controllo di velocità poteva avvenire senza formale "autorizzazione" del Prefetto, che però aveva (ed ha tuttora) la funzione di coordinamento dei servizi di polizia stradale. Ora, in una diversa interpretazione, l'ANAS sostiene che, in base alle recenti sentenze e direttive del Ministero, la strada non può essere più considerata di tipo  "B", ma di tipo  "C". In questo caso, il controllo di velocità deve essere legittimato dal decreto del Prefetto, con cui si individua la Secante come assoggettabile a controllo di velocità con postazioni fisse”. L'altra “grana”, però, è un'intervenuta circolare del 2012 del Ministero dell'Interno, che sancisce distanze vincolanti per la collocazione della segnaletica di limite velocità, dal punto di misurazione da parte del sistema. Spiega Lucchi: “Nel nostro caso, le distanze della segnaletica di "limite velocità" sono incompatibili con la conformazione degli svincoli, poiché devono essere collocate ad almeno un chilometro dall’inizio del Tutor”.

Il sindaco difende lo strumento: “Voglio ricordare infine che, nel corso degli anni, il Tutor ha rappresentato un fenomenale elemento di sicurezza stradale della Secante, come i dati di incidentalità dimostrano”. E spiega che “il Comune era a conoscenza dell'ipotesi di riutilizzo del sistema Tutor. Anzi, è stato il nostro Comune – con lettera formale inviata ad ANAS e Prefettura a firma del Comandante Colloredo – ad avanzare l'ipotesi di riconversione. E ciò per non disperdere le attrezzature acquistate nel tempo. Non abbiamo ricevuto formali risposte da parte degli enti, ma è stato convocato un tavolo in Prefettura dal quale è scaturita la richiesta al Comune di valutare l’inserimento di quelle telecamere all’interno del progetto di videosorveglianza”.

Il Comune attende le decisioni degli altri enti, la Prefettura che ha il coordinamento delle attività di polizia stradale e l'Anas, dal momento che la Secante è di proprietà di ANAS ed è collocata fuori dei centri abitati. “Ciò significa che la competenza della regolamentazione della circolazione stradale, non è del Comune. Non posso però non rilevare come molti degli elementi di giudizio per il Comune siano giunti grazie alla stampa, con ampi virgolettati attribuiti a fonti prefettizie. Ed è sorprendente, perché invece di norma la Prefettura ha un rapporto positivo, solidissimo e formale con le amministrazioni comunali”, rimarca Lucchi.

Che conclude: “Gli uffici stanno valutando i costi di riconversione dell'impianto, per verificare se possa essere conveniente utilizzarlo - seppur parzialmente – per la lettura delle targhe dei veicoli in transito (a fini esclusivi di pubblica sicurezza), oppure se i costi impongano altre scelte, senza escludere la completa dismissione. Allo stato attuale non sembra vi siano le condizioni di un suo ripristino per il controllo di velocità”.

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