Tutor spento, la Prefettura non risponde. "Pronti a smontarlo"

"Le sanzioni del Tutor servono soprattutto per mantenere il sistema e coprire i costi di gestione (con buona pace di chi ci accusava di averlo installato per fare cassa)"

E’ spento già da qualche settimana il Tutor della secante. E non per un guasto o per motivi di manutenzione. Lo stop è stato deciso nel corso di una riunione svoltasi in Prefettura il 18 novembre, a cui hanno preso parte oltre ai dirigenti della Prefettura, il Comune di Cesena, la polizia stradale e l’Anas. L’incontro aveva proprio lo scopo di fare il punto della situazione sul sistema di controllo della velocità nella galleria della secante alla luce delle nuove “disposizioni” che hanno cambiato il quadro normativo di riferimento.

In particolare, già nel 2012 il Ministero ha prescritto l’obbligo di collocare cartelli indicanti il limite di velocità almeno a un chilometro di distanza dallo strumento di misurazione. Inoltre, nel frattempo è intervenuta una nuova interpretazione in merito alla classificazione delle strade secante (basata anche sulla sentenza del TAR dell’ottobre scorso): in passato, sulla base della documentazione Anas, la Secante era classificata come strada di tipo B cioè “strada extraurbana principale”; ora invece la stessa Anas propone classificazione di tipo C, (strada extraurbana secondaria). Questo cambia la procedura di legittimazione del controllo della velocità a distanza: per le strade di tipo B, infatti, non serve alcun decreto autorizzativo (naturalmente è necessario l’autorizzazione dell’ente proprietario della strada) mentre per le strade di tipo C occorre che il Prefetto emani un decreto di individuazione dei tratti di strada da sottoporre a controllo.

Di fronte a questo quadro modificato, nel corso della riunione è emersa l’opportunità di sospendere il controllo in attesa di verifiche più approfondire, che non sono arrivate. Per definire la situazione, il Comandante della Polizia Municipale Giovanni Colloredo ha scritto al Prefetto di Forlì – Cesena Fulvio Rocco De Marinis e al compartimento Anas di Bologna circa le decisioni assunte. Infatti, nel caso in cui Prefettura e Anas non ritenessero necessario il ripristino del Tutor, il Comune provvederà a smontare l’impianto.

“L’installazione del sistema Tutor – ricorda il Sindaco di Cesena Paolo Lucchi – fu deciso nel 2007 prima dell’apertura della secante, come strumento di sicurezza, con l’obiettivo di prevenire sciagure come quella avvenuta nel traforo del Monte Bianco. All’epoca al tema della sicurezza fu riservata grandissima attenzione, con l’istituzione anche di un tavolo di lavoro dedicato. Confidiamo che questo aspetto sia tenuto in conto allo stesso modo anche in questa fase e attendiamo fiduciosi una risposta al riguardo. E’ questo il tema che ci sta più a cuore: del resto, a parte i primissimi tempi, già da alcuni anni gli stessi incassi determinati dalle sanzioni del Tutor servono soprattutto per mantenere il sistema e coprire i costi di gestione (con buona pace di chi ci accusava di averlo installato per fare cassa). Nel frattempo, proprio perché ci sta a cuore la sicurezza, invitiamo tutti gli automobilisti cesenati a rispettare in maniera rigorosa i limiti di velocità, anche in assenza di un controllo puntuale come quello del Tutor”.

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