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Giro di vite sugli autovelox fissi, il Comune: "Quello della Secante è regolare"

Secondo il pronunciamento del Tar, la sola Polizia Stradale può utilizzare sistemi di controllo quali l’autovelox sulle superstrade. Il dubbio sorge quindi anche per la strada di scorrimento veloce di Cesena, appunto la Secante

Il Tutor della Secante non è toccato dalla sentenza del Tar che di fatto sottrae la possibilità di agire con gli autovelox da parte delle polizie municipali lungo le strade extraurbane come l'E45. Secondo il pronunciamento del Tar, la sola Polizia Stradale può utilizzare sistemi di controllo quali l’autovelox sulle superstrade. Il dubbio sorge quindi anche per la strada di scorrimento veloce di Cesena, appunto la Secante. Nel tratto della galleria vengono elevate in media 53 multe al giorno rispetto alle migliaia di transiti.

A diradare i dubbi interviene una nota del Comune: “Si ritiene opportuno specificare, però, che la situazione presa in considerazione dalla sentenza è completamente diversa da quella relativa alla collocazione del Tutor sulla Secante di Cesena. Ad attestarlo il modo stesso in cui si è approdati all’installazione di questa apparecchiatura. Dalla documentazione amministrativa in possesso del Comune infatti, risulta che il tutor collocato sulla galleria "Vigne" è il risultato di un iter amministrativo chiaro, trasparente e motivato. La decisione è stata assunta, a suo tempo, nel tavolo di lavoro dedicato alla "gestione delle emergenze nella galleria della Secante" con l’obiettivo di garantire la sicurezza della circolazione nel tratto in tunnel che, si ricorda, è lungo 1600 metri e non ha vie di fuga laterali”.

Ecco i numeri: “Da un punto di vista tecnico, il sistema utilizzato sulla Secante è lo stesso installato sulla A14 nel tratto Forlì-Cesena. Nei primi nove mesi del 2015 ha registrato 15.038 superamenti del limite di velocità, con una media di circa 1600 al mese. L’attrezzatura è stata acquistata dal Comune di Cesena previo parere favorevole ed autorizzazione all'installazione dell'ANAS. Le procedure seguite allora coinvolsero anche la Prefettura, e anzi fu la stessa Prefettura a dichiarare che per questa tipologia di strada non era necessario il decreto del Prefetto (aspetto, per altro, molto chiaro dalla lettura del D.L. 20 giugno 2002, n. 121). Oltre ad aver acquistato la strumentazione, il Comune di Cesena provvede sistematicamente alla sua manutenzione e, ogni anno, alla taratura”.

“Questo – specifica il Comandante della Polizia Municipale Giovanni Colloredo - ancor prima che fosse imposta dalla sentenza della Corte Costituzionale, sentenza 18/06/2015 n° 113. Questa sentenza fa riferimento al potere di coordinamento dei servizi di polizia stradale da parte del Ministero dell'Interno. Potere che, al di là della previsione normativa, si ritiene opportuno per la razionalizzazione dei controlli e a garanzia della tutela della circolazione”.

“Allo stato attuale – prosegue il Comandante Colloredo – confermiamo che sia le attività già poste in essere sia quelle presenti rispondono pienamente ai requisiti di legittimazione normativa. Naturalmente, se gli organi periferici del Ministero dell'Interno adotteranno decisioni diverse anche per la Secante, noi ci rimetteremo volentieri, nella consapevolezza che il coordinamento dei servizi di polizia stradale ha come finalità la sicurezza stradale".


“Comprendo il disappunto di chi riceve una multa per eccesso di velocità – osserva dal canto suo il Sindaco di Cesena Paolo Lucchi - , anche perché si tratta di sanzioni salate e, al tempo stesso, concordo sulla necessità di richiedere la massima correttezza agli enti preposti al controllo. Ma, proprio per questo, ho ben pochi dubbi sulla legittimità del comportamento del Comune di Cesena. Nell'effettuare i controlli, infatti, ci siamo mossi con estrema linearità, nel pieno rispetto delle norme e così continueremo a fare. Senza dimenticare che l’attività di controllo, e soprattutto questo tipo di controlli (con le relative sanzioni per chi non sta alle regole) ha come scopo fondamentale prevenire comportamenti pericolosi e, quindi, tutelare l’incolumità di chi si muove per le strade”.

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