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Cronaca

Truffe agli anziani, prove incerte: il "Camminante di Noto" torna in libertà

Il provvedimento è stato deciso dal giudice per le indagini preliminari felsineo Alberto Gamberini, su istanza del legale Daniele D'Urso

Torna in libertà il 38enne catanese arrestato nei giorni scorsi a Cesena con l'accusa di furto aggravato nell'ambito dell'inchiesta "Sicilia Errante" dei Carabinieri del comando provinciale di Bologna. Scarcerato anche il complice 22enne, preso a Pisa. Il provvedimento è stato deciso dal giudice per le indagini preliminari felsineo Alberto Gamberini, su istanza del legale Daniele D'Urso. Troppo incerte le prove di riconoscimento fotografico: per uno dei due le vittime non erano sicure al 100 per cento, mentre per l'altro (descritto come alto 1,90) si è ravvisata una altezza di ben 30 centimetri inferiore. Di qui la liberazione.

Non sarebbero loro quindi, i due uomini che, il 29 settembre e il 5 ottobre hanno derubato, raggirandoli, due anziani ad Argelato, per complessivi 20mila euro tra contanti e gioielli. Continuano comunque le indagini sui furti con raggiro ai danni di anziani che da settembre i Carabinieri registrano a macchia di leopardo nella 'bassa' bolognese: nel mirino degli investigatori ci sono circa sei 'colpi' messi a segno tra Funo e San Giovanni Persiceto.

"Il procedimento va avanti, però qui è stato fatto un grosso errore - commenta secco l'avvocato della difesa D'Urso -. Il metodo di indagine è stato folle: è stato attribuito un carattere di etnicità, che a mio parere ha viziato l'intera indagine". Nel merito delle accuse D'Urso aggiunge: "I ragazzi erano stati allontanati a fine agosto 2017 dalla Polizia Municipale, come avrebbero potuto stare nel territorio a fare sopralluoghi?".

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