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Il dirigente del Commissariato Michele Pascarella

Il dirigente del Commissariato Michele Pascarella

Tentavano di prendersi i rimborsi fiscali spettanti ad altri: patteggiano

I due sono stati processati per direttissima al tribunale di Forlì, dopo l'arresto avvenuto ad opera del Commissariato di Polizia nell'immediatezza del fatto

Hanno patteggiato a 7 mesi e 4 giorni i due napoletani, lui di 32 anni e lei di 52, che martedì pomeriggio hanno tentato un raggiro all'ufficio postale di piazza della Libertà. I due sono stati processati per direttissima al tribunale di Forlì, dopo l'arresto avvenuto ad opera del Commissariato di Polizia nell'immediatezza del fatto.

Mancava poco alla chiusura della filiale quando i due soggetti si sono presentati allo sportello con un modulo contenenti le credenziali per il ritiro in contanti di rimborsi fiscali per circa mille euro in totale, rimborsi intestati a due napoletani ignari di aver ricevuto dall'Agenzia dell'Entrate il modulo per ritirare le tasse pagate in eccesso. E' una modalità "residuale" per i rimborsi delle tasse, concessa dall'Agenzia delle Entrate per i pochi che dimostrano di non disporre di un conto corrente su cui accreditare, in modo più sicuro, le somme di propria spettanza. Assieme al modulo in cui si indicava il diritto al rimborso, i due soggetti hanno presentato anche dei documento di identità, richiesti dal personale delle Poste.

Non essendo clienti abituali ed essendoci un allerta sia delle forze dell'ordine che dei servizi di vigilanza interni delle Poste su truffe di questo tipo, gli addetti della filiale delle Poste di piazza della Libertà hanno "fiutato" il raggiro e avvisato la polizia per un controllo aggiuntivo. Gli agenti, giunti sul posto, hanno quindi sottoposto al controllo i due campani, scoprendo i documenti ben falsificati con cui stava avvenendo il raggiro. Proprio quest'ultimo reato ha permesso l'arresto: le pene per la falsificazione dei documenti e il loro uso sono state di recente inasprite. Non si esclude che anche i certificati dell'Agenzia dell'Entrate siano stati falsificati con perizia, oppure rubati in precedenza (sul punto sono ancora in corso le verifiche della Polizia).


La polizia sta ora verificando gli episodi simili avvenuti in zona per capire se i due soggetti avevano già colpito in Romagna, in particolare a Rimini. Dopo la setenza in tribunale i due campani sono stati rimessi in libertà, beneficiando della sospensione della pena.

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