Cronaca Cesenatico

Dopo la traversata in Slovenia tornano a casa le barche del Museo della Marineria

La tv nazionale slovena ha dedicato all’arrivo delle barche romagnole un servizio nell’apertura del tg serale, e vari articoli sono apparsi sulla stampa locale.

Sono tornati in porto a Cesenatico nella mattinata di lunedì il trabaccolo “Barchèt” e il bragozzo “San Nicolò”, le due barche tradizionali del Museo della Marineria, protagoniste nei giorni scorsi di una “missione” a Pirano, in Slovenia, insieme alle barche tradizionali degli altri porti romagnoli. La traversata è stata promossa dal Museo della Marineria di Cesenatico insieme al Pomorski Muzej (Museo del Mare) di Pirano, con il quale esiste – come con molti altri musei marittimi della costa adriatica e del Mediterraneo – una solida rete di scambi e collaborazioni: si trova ancora in questi giorni a Pirano, ad esempio, la mostra “Corsari nel nostro mare”, curata dal museo di Cesenatico, che a fine luglio verrà poi inaugurata a Rijeka (Fiume), in Croazia.

A Pirano le sette barche tradizionali romagnole, arrivate sabato mattina con le loro vele colorate dopo la traversata del Golfo di Trieste, sono state accolte da una barca di vogatrici in costume tradizionale. Nel piccolo porto sloveno dove sono state ormeggiate hanno suscitato grande interesse e curiosità da parte dei numerosi turisti, ma anche dei cittadini, sia quelli più giovani che avevano visto questi scafi solo nelle vecchie fotografie, sia di quelli più anziani che invece ricordano ancora il tempo in cui queste barche erano ospiti abituali dell’Istria. Sabato sera gli equipaggi erano stati ricevuti dalla Comunità degli Italiani, molto attiva a Pirano, e dal Vicesindaco Bruno Fonda, che ha ricambiato i saluti, presentati per tramite del direttore del Museo di Cesenatico, del neo sindaco di Cesenatico Matteo Gozzoli. La tv nazionale slovena ha dedicato all’arrivo delle barche romagnole un servizio nell’apertura del tg serale, e vari articoli sono apparsi sulla stampa locale.

Prima di arrivare a Pirano la flotta aveva fatto sosta prima a Chioggia e poi a Grado, dove le barche erano state ospitate all’interno dell’antico “mandracchio”; in molti hanno chiesto da dove le barche provenivano, e hanno auspicato che anche altri porti adriatici possano seguire l’esempio di Cesenatico dove le barche tradizionali, con i oro scafi e vele colorate, sono diventate le migliori testimonial della volontà di salvare e valorizzare una identità marinara che può anche essere la chiave di un turismo innovativo e sostenibile. Moltissime le fotografie subito rimbalzate su “social” che hanno dato il riscontro immediato al successo dell’iniziativa, che segue la traversata organizzata a Rovigno, in Croazia, l’anno passato, grazie agli scambi attivati tra Museo della Marineria e la “Casa della Batana”, il museo del mare della città istriana. 

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