Trasferta bolognese per i piatti argentei del Museo Archeologico

"I due piatti cesenati – anticipano il sindaco Paolo Lucchi e l’assessore alla Cultura Chistian Castorri - avranno un posto d’onore nella prima sezione, dedicata alla “Trasformazione delle città”

Ci sarà anche un po’ di Cesena nella mostra “Medioevo svelato. Storie dell’Emilia Romagna attraverso l’archeologia” che sarà inaugurata venerdì al Museo Civico di Bologna, dove potrà essere visitata fino al 18 giugno. Fra i reperti in esposizione, infatti, compariranno anche i due grandi piatti argentei da mensa (missoria) di epoca tardo – antica conservati nel Museo Archeologico di Cesena: nei giorni scorsi una ditta specializzata li ha prelevati per consegnarli in prestito al Museo felsineo.

"I due piatti cesenati – anticipano il sindaco Paolo Lucchi e l’assessore alla Cultura Chistian Castorri - avranno un posto d’onore nella prima sezione, dedicata alla “Trasformazione delle città”: sono stati scelti come oggetti-simbolo (accanto ad altri provenienti da Reggio Emilia, Rimini, Classe) di quei tesori che, nel IV-V secolo, i proprietari cercarono di salvare dal saccheggio nascondendoli, nella speranza di poterli poi recuperare. La mostra bolognese rappresenta una vetrina importante e siamo lieti che Cesena ne faccia parte con questi  due preziosi manufatti". Ritrovati casualmente nel 1948, nei pressi di via Pacchioni, all’altezza dell’Osservanza i due missoria sono sicuramente tra i pezzi di maggior valore storico-artistico conservati nell’Archeologico di Cesena. Realizzati in argento dorato (oltre sei chilogrammi di metallo ciascuno) e decorati con scene figurate, si contraddistinguono come oggetti raffinatissimi e prestigiosi, probabilmente appartenuti a una famiglia aristocratica della tarda romanità.

La mostra

La mostra “Medioevo svelato. Storie dell’Emilia Romagna attraverso l’archeologia”, curata da Sauro Gelichi e da Luigi Malnati, vuole raccontare la storia dell’Emilia-Romagna dalla Tardantichità (IV-V secolo) al Medioevo (inizia del Trecento) attraverso i risultati delle numerose indagini di archeologia medievale effettate nel passato e in tempi recenti in tutta la regione. La mostra è promossa, oltre che dal Museo medievale, dalle Soprintendenze per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Ferrara e Reggio Emilia in collaborazione con la Soprintendenza di Ravenna e la Soprintendenza di Parma.

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