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L'esterno della discoteca "Lanterna Azzurra" di Corinaldo

L'esterno della discoteca "Lanterna Azzurra" di Corinaldo

Corinaldo, Di Placido è "esperto" di discoteche: "Dare più poteri di perquisire all'ingresso"

Il presidente dell'associazione italiana locali da ballo chiede "buttafuori" più professionali

Il mondo della notte è ancora scosso dalla tragedia accaduta nella discoteca "Lanterna azzurra" di Corinaldo, in provincia di Ancona. Sei persone, cinque ragazzini e una madre di 39 anni che accompagnava il figlio, hanno perso la vita mentre attendevano il concerto del rapper Sfera Ebbasta. Luigi Di Placido è un volto noto della "notte cesenate", è presidente provinciale di Silb (associazione italiana locali da ballo) e responsabile eventi di un locale cesenate, e da tecnico del settore spiega come un locale da ballo in regola può affrontare questi problemi. La soluzione? Anzitutto un buon livello di preparazione ed esperienza del personale di sicurezza, soprattutto quando si tratta di eventi che riguardano un pubblico molto giovane. Certo, non aiuta chi spruzza in giro spray al peperoncino.

Cosa pensa di questa nuova "moda", dei ragazzi che spruzzano lo spray al peperoncino in discoteca?

"E' un fenomeno che mi preoccupa molto, i dati dicono che è in aumento. Questo è un classico caso in cui scatta il principio di emulazione. Sono fenomeni che fanno parte, purtroppo, del mondo giovanile, penso che alla base ci sia un problema di educazione, ma da questo punto di vista la base deve essere la famiglia e la scuola".

Come si contrastano questi fenomeni?

"Con controlli più stringenti all'ingresso. Come presidente dell'associazione dei locali da ballo chiedo che ci sia la possibilità di perquisizioni personali più rigorose, in questo momento le normative attuali non lo consentono. Ormai non è più come una volta quando i buttafuori erano scelti in maniera approssimativa, oggi questa figura è regolamentata dalla legge ed è necessario essere iscritti in un albo. Bisogna andare nella direzione di avere personale di sicurezza più competente per avere dei controlli più rigidi sui ragazzi che entrano in discoteca. L'effetto deterrente può aiutare molto per evitare che si verifichino ancora tragedie del genere".

Qual è la sua idea su quello che è successo a Corinaldo?

"Penso che sia una tragedia immensa che mette in cattiva luce il mondo delle discoteche che, di regola, cerca di lavorare nella massima serietà e competenza. Se ci sono delle colpe devono essere accertate e i responsabili devono essere puniti, perché episodi come questi non sono tollerabili"

In che modo una discoteca deve affrontare una situazione di emergenza come quella che si è verificata al concerto di Sfera Ebbasta?

"In una situazione come questa diventa fondamentale il livello di preparazione ed esperienza del personale di sicurezza. La cosa peggiore in questi frangenti è l'improvvisazione nella gestione dei momenti concitati. Il locale può essere in regola su tutto ma può subentrare un fattore imprevedibile, come in questo caso qualcuno che spruzza lo spray al peperoncino. A questo punto entra in gioco il livello di professionalità della security. Chi deve gestire la sicurezza di centinaia di persone non può farsi prendere dal panico e farsi sopraffare dagli eventi. 

Quali consigli si possono dare a un giovane che si trova in una situazione come quella accaduta alla "Lanterna Azzurra" di Corinaldo?

"Io penso che si tratta di persone molto giovani, parliamo per la maggior parte di ragazzi di 14-16 anni. Non possiamo chiedergli di avere sangue freddo in una situazione del genere. Pensate all'entusiasmo, all'adrenalina con cui un ragazzo arriva in discoteca, per molti è una meta ambita, un punto di arrivo nelle loro adolescenze. In situazioni emergenziali come quella di Corinaldo, devono essere guidati, devono essere gestiti. Quando si tratta di eventi per minorenni, ci deve essere una prudenza e un'esperienza ancora maggiore della security".

Molti sostengono la teoria che in situazioni di confusione, le persone si comportano esattamente come le pecore. Si tratta del cosiddetto "effetto gregge". E' d'accordo con questa tesi?

"Si sono d'accordo, in situazioni come queste si tratta di gestire il panico di centinaia di persone. Andrebbero 'spezzati' e distribuiti equamente verso le uscite di sicurezza più vicine. In questo caso ce ne erano tre, questo avrebbe impedito l'afflusso di tutti verso la stessa uscita. Come gestori delle discoteche non dobbiamo assolutamente transigere sul rispetto delle regole. Il mondo della notte fattura un miliardo di euro l'anno ma c'è anche un mondo del divertimento abusivo, feste irregolari, locali senza licenza o che non rispettano la capienza massima, che fattura altrettanto. Mettiamoci tutti in gioco per un divertimento sicuro".

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