Terrore in ospedale, tossicodipendente sequestra tre persone armato di pistola

Un tossicodipendente armato di pistola ha seminato il panico nella tarda serata di venerdì all'ospedale. Erano circa le 20.30 quando l'uomo è entrato nella struttura in evidente crisi di astinenza e ha minacciato personale e pazienti

Foto di Davide Sapone

Un disoccupato di 44 anni, G.L., originario di Cesenatico ma da tempo residente nel paese di Mercato Saraceno, venerdì sera ha tenuto in scacco per due ore il personale sanitario dell’ospedale “Luigi Cappelli” del piccolo centro, e i carabinieri della Compagnia di Cesena intervenuti sul luogo.

Erano le 20,30 quando l’uomo, in evidente stato di alterazione da astinenza da stupefacenti, ha fatto irruzione nel nosocomio e, dopo aver vagato per i corridoi vuoti, ha incontrato una dottoressa e alcune infermiere al primo piano, nel reparto di lungodegenza. A queste ha chiesto della morfina. Al rifiuto da parte del medico ha allora estratto una pistola, minacciando l’incolumità delle presenti, che ha chiuso con sé in una stanza del reparto. A quel punto, la dottoressa ha accettato di iniettargli, sotto la minaccia dell’arma, un blando sedativo, che non ha però riportato alla calma il soggetto.

Avvisati da un altro infermiere, che ha lanciato l’allarme al 112, sono giunti sul posto due militari della Stazione di Mercato Saraceno, che hanno subito iniziato una prima negoziazione che ha portato al rilascio degli ostaggi trattenuti nella stanza dall'uomo, mentre questi è rimasto sulla soglia della camera, con la pistola in mano, minacciando i carabinieri che avrebbe sparato qualora avessero tentato di avvicinarsi. In seguito sono giunte anche una pattuglia della squadra radiomobile della Compagnia, la pattuglia della Stazione di Verghereto ed il Comandante della Compagnia. Questi ha assunto la direzione delle trattative, durante le quali è emersa tutta la disperazione del tossicodipendente.

Disoccupato da due anni, separato, con un figlio di 10 anni, l’uomo, spesso tra le lacrime, ha espresso il rammarico di non riuscire a mantenere e a dare una vita dignitosa al figlio. Ha affermato di avere inviato più di duecento domande di assunzione ad altrettante aziende del cesenate, senza mai ricevere risposta positiva. Da lì la disperazione, la caduta nel baratro della droga, fino all’epilogo di venerdì sera.

La trattativa è durata due ore, ed ha visto vari momenti di tensione, anche in considerazione del fatto che nelle stanze adiacenti a dove si trovava l'uomo vi erano numerosi pazienti allettati impossibilitati a muoversi, una Operatrice socio-sanitaria, un medico ed il parente di uno dei ricoverati, ai quali era preclusa la fuga dalla presenza del soggetto nel corridoio. Solo verso la fine, il Comandante della Compagnia è riuscito a fare allontanare le persone in grado di muoversi, mentre il sequestratore si ritirava all’interno di una stanza. Ancora qualche minuto, dopodiché il Comandante della Compagnia ha convinto l'uomo ad arrendersi e a consegnare la pistola ed un coltello a scatto che teneva con sé. Una volta consegnata, la pistola è risultata essere una riproduzione fedele, ad aria compressa, di una Beretta 92, mentre il coltello aveva una lama di circa 10 cm.

G.L. era noto alle forze dell’ordine, ma solo per alcuni piccoli reati commessi molti anni fa. Ora per lui iniziano i guai giudiziari, poiché le accuse sono pesantissime: sequestro di persona, estorsione, minaccia grave, interruzione di un servizio pubblico e porto abusivo di coltello. L’avvocato di fiducia è Giampaolo Leonardi. Il PM la dottoressa Michela Guidi.

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