Mercoledì, 12 Maggio 2021
Cronaca

Tornano di Mercato Saraceno, "Restaurato l'harmonium della chiesa, qui si respira aria di storia"

Sostituite alcune membrane e riparare parti usurate, lo strumento è diventato come nuovo, informa don Daniele Bosi

"Tornano di Mercato Saraceno, grazie al parroco don Maurizio Macini, vede restaurato l’harmonium della chiesa. Lo strumento, opera di fine anni ’30 della ditta Delmarco Iginio di Tesero a Trento, è stato restaurato presso la ditta Tamburini di Crema". Ne dà notizia don Daniele Bosi.

Sostituite alcune membrane e riparare parti usurate, lo strumento è diventato come nuovo. Domenica 2 maggio alle 16.30 don Daniele Bosi farà udire lo strumento ai 20 parrocchiani rimasti sul posto suonando brani classici tradizionali.  "Tornano, come Serra e i paesi lì vicino, si rianimano nel mese di agosto quando gli ex abitanti, che hanno conservato o ricomprato le abitazioni vi tornano per le vacanze estive. Qui si respira aria di storia, di antico, di mistero. Un borgo che ancora vive. Seppur un puntino nell’universo, quando sei a Tornàno sei al centro del mondo; quasi ti sembra di dominare il mondo, da quell’altura panoramica che spazia a 360 gradi. Arriva al cuore una pace data dal luogo, forse dalla protezione di queste casupole in pietra nelle quali scorre l’unica strada centrale, che termina con la chiesa parrocchiale; lo sguardo corre alle vallate circostanti e si estende, come dicevo, lontano fino al mare; qui percepisci che, prima di te, il luogo ha vissuto. Già in età romana la gente aveva scelto di abitare a Tornano".

"Poi è arrivato l’esodo - racconta il sacerdote - dentro le vuote case o ai ruderi sono rimasti imprigionate gioie, amori, fatiche, drammi della vita. Questa gente che si è trasferita andando a cercare fortuna in una vita nuova, diversa, ha mantenuto in genere un forte attaccamento alla proprie radici. Da Tornano i più si sono trasferiti giù nel Riminese, qualcuno anche a Cesena; sebbene sia del Comune di Mercato Saraceno, la parlata e la mentalità risultano far parte della Valle dell’Uso, come estrema propaggine. Il luogo, posto sul rilievo collinare che emerge dalla roccia sottostante, è ben visibile anche da lontano per lo strapiombo della rupe a per alcuni aspetti rotondeggianti. Ed il nome deriva proprio da questa immagine: Torno, Torni, Tornium equivalente a collina toneggiante. Deriva anche tornio, utensile ben noto a tutti. Nei documenti, appare per la prima volta il nome “Tornano” alla fine del XIII secolo, quando nella “Ratione Decimarum” è detta “Plebs Tornani”. Della Pieve di Sant’Ilario, invece, si parla nella bolla di Papa Onorio del 1125, dove è menzionata come “S. Hilari”.

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