Si dormirà un'ora in meno, ma le giornate si allungano: torna l'ora legale

Si dormirà un'ora in meno, ma si avrà anche un'ora di luce in più e giornate finalmente più lunghe. Per smartphone, pc e tablet il cambio sarà automatico

Arriva la primavera e cambia l'orario. Scatterà nella notte tra sabato e domenica l'ora legale: quindi alle due di notte di domenica, le lancette andranno spostate un'ora avanti. Si dormirà un'ora in meno, ma si avrà anche un'ora di luce in più e giornate finalmente più lunghe. Per smartphone, pc e tablet il cambio sarà automatico: basterà essere connessi a internet. Il cambio dell'ora da solare a legale risale agli anni tra le due guerre mondiali.

Il cambio dell'ora avviene solitamente in orario notturno per arrecare meno disagio possibile ai trasporti che, di notte, effettuano meno tratte. Non ci sono però solo vantaggi ad avere giornate con più luce. Secondo gli scienziati, il ritorno dell'ora legale può influire sull'organismo delle persone, provocando disturbi del sonno, difficoltà di concentrazione e stress. Alcuni studi scientifici confermano inoltre che il cambio dell'ora influisce sull'umore ancora di più dell'instabilità meteorologica della primavera. In ogni caso, in pochi giorni la situazione sarà sicuramente regolarizzata e si potrà godere appieno degli indubbi vantaggi dell'orario estivo.

STORIA - Nelle società antiche e prima della diffusione degli orologi, l'organizzazione delle civiltà agricole non si basava su bioritmi fissi come nelle moderne civiltà industrializzate. I contadini, che costituivano la grande maggioranza della popolazione, si alzavano sempre all'alba seguendone inconsciamente il progressivo anticipo in primavera o ritardo in autunno: nell'impero romano la cosiddetta ora prima era sempre quella che seguiva il sorgere del sole, indipendentemente dall'istante in cui questo evento astronomico si verificasse. Nell'età contemporanea l'espediente dell'ora legale non fa così che riprodurre almeno in parte questo antico spostamento dei bioritmi umani a seconda delle stagioni. Già nel 1784, Benjamin Franklin, l'inventore del parafulmine, pubblicò un'idea sul quotidiano francese Journal de Paris. Le riflessioni di Franklin si basavano sul principio di risparmiare energia ma non trovarono seguito. Oltre un secolo dopo, nel 1907, l'idea venne ripresa dal costruttore britannico William Willett, e questa volta trovò terreno fertile nel quadro delle esigenze economiche provocate dalla Prima guerra mondiale: nel 1916 la Camera dei Comuni diede il via libera al British Summer Time, che implicava lo spostamento delle lancette un'ora in avanti durante l'estate. Molti paesi imitarono il Regno Unito in quanto in tempo di guerra il risparmio energetico era una priorità.

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