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Toio, il "nonno" di un'intera squadra di volley: è quasi una mascotte

Lei che fa di lavoro? Il tifoso. Potrebbe rispondere così Vittorio Antonioli, conosciuto da tutti come Toio, se non fosse già in meritata pensione da qualche tempo

Lei che fa di lavoro? Il tifoso. Potrebbe rispondere così Vittorio Antonioli, conosciuto da tutti come Toio, se non fosse già in meritata pensione da qualche tempo. Tifoso, del resto, lo è sempre stato. "A 5 anni seguivo il Cesena quando era ancora all'Ippodromo - racconta Toio - poi sono diventato un tifoso della squadra di basket, poi della pallavolo femminile". Ma mentre prima il tifo lo faceva solo alle partite, ora Toio, da 5 anni circa, ha cambiato le abitudini ed è diventato parte integrante delle Romagna Volley femminile (under 13, under 14, under 18 e prima divisione) allenate da Gabriele e Davide. Praticamente Toio ogni sera, anzi fin dal tardo pomeriggio, dal lunedì al venerdì è in palestra a seguire dalla platea le ragazze che si allenano. Più che seguirle, tifa. Le rincuora, le tira su quando sono un po' demotivate, scherza con loro, alleggerisce l'atmosfera quando arriva inevitabilmente qualche sgridata dagli allenatori, le pungola quando serve. E' un punto di riferimento emotivo importante, e guai se manca un allenamento. Eppoi ci sono le partite a cui Toio partecipa sempre, ovviamente a maggior ragione a quelle fuori casa dove la claque è sempre un fattore motivante. 

Ma perché ha preso così a cuore le ragazze del volley? "Ho iniziato perché accompagnavo un amico - spiega Toio - il nonno di Matilde, una ragazzina dell'Under 13 quando Gabriele e Davide allenavano la società di volley La Fenice. Mi avevano chiesto un aiuto per fare il tifo. Con me hanno sfondato una porta aperta. Sono nato per questo. Avevano bisogno di essere sostenute e così ho iniziato a seguire le loro partite. Poi il mio amico ha smesso perché sua nipote non è più andata a volley ma io, ormai, mi ero così talmente affezionato alla squadra che ho continuato a seguirla. E così, anno dopo anno, ho visto arrivare nuove ragazze, continuando a seguire le altre. Ora sono impegnato tutte le sere, più il sabato e le domeniche quando le ragazze hanno le partite. Per me è come fossero tutte mie nipoti, e io per loro sono come un nonno". 

Un nonno sportivo e molto in gamba, perché, tra le altre particolarità, Toio, da vero romagnolo, ha quella di macinare migliaia di chilometri all'anno sui pedali di una bicicletta. "L'anno scorso sono arrivato a 30 mila chilometri. Ormai ho superato i 70 anni e, oltre a tifare e a portare allegria in campo, la bicicletta è bel modo per tenermi in forma. Sono del parere che a quest'età bisogna cercare di fare le cose che piacciono di più." 

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