"Testimone della storia": gli auguri del sindaco Lattuca al neo centenario cesenate Armando Brunetti

Non batte ciglio il cesenate Armando Brunetti mentre racconta la sua storia e pensa agli anni in cui si lottava per liberare la propria terra dall’oppressore

È nato negli anni in cui l’Europa si riprendeva dalla distruzione generata dalla Grande Guerra, ha preso parte al Secondo conflitto mondiale partendo per l’Albania ed è stato arrestato dai tedeschi rischiando la deportazione. Non batte ciglio il cesenate Armando Brunetti mentre racconta la sua storia e pensa agli anni in cui si lottava per liberare la propria terra dall’oppressore. "Ho trascorso - dice - cinque anni in Albania, ero poco più che ventenne e sognavo una vita serena. Quando la guerra stava per finire vennero a prenderci per deportarci ma i partigiani ci liberarono e ritornammo in Italia. Una volta riabbracciati i miei cari ho incontrato Adele, mia compagna di vita".

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Nato il 23 gennaio del 1920, il signor Armando compie 100 anni attorniato dalla sua famiglia che per il grande giorno ha invitato a sorpresa anche il Sindaco Enzo Lattuca. "Questo compleanno - commenta Lattuca - cade in giorni particolarmente importanti per la nostra comunità. La vita di Armando è testimonianza di anni duri in cui si lottava per liberare il proprio Paese. E’ sempre emozionante ascoltare i nostri centenari ed è altrettanto significativo incoraggiare i giovani a riscoprire la storia del 900 affinché quanto è stato non si ripeta più. Proprio in queste ore oltre 150 studenti della nostra provincia sono in partenza per la Polonia con il Treno della Memoria. Visiteranno il ghetto e la Sinagoga di Cracovia e varcheranno i cancelli dei campi di concentramento di Auschwitz e di Birkenau. Sarà per loro un’esperienza dura ma anche un privilegio e un’opportunità: tutti hanno la responsabilità di tramandare alle generazioni future quanto accaduto nel secolo scorso". Al fianco di Armando i suoi figli Lorenzo e Gilberto. "Nostro padre - raccontano - è sempre stato dedito al lavoro e alla famiglia. Anche oggi resta un saldo punto di riferimento per tutti noi. Lui è il massimo, un esempio di onestà".

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