"Terzo tempo" fa dialogare teatro e sport in attesa che alla Fiera prenda forma la Casa del Basket

Il progetto che  sta prendendo forma, si chiama "Terzo Tempo" ed è un sogno condiviso fatto di studio e messa in gioco di competenze ed esperienze

Ma cos'hanno in comune basket e teatro? Apparentemente nulla, ma quando si parla di sentimenti, spazio fisico e potenzialità creative ecco che le due attività iniziano a intrattenere un proficuo dialogo tra di loro. Lo sanno bene i ragazzi della Livio Neri e di Aidoru che quest'estate, all'interno di un centro estivo, hanno iniziato a intravedere le potenzialità di un progetto che fisico-espressivo rivolto ai bambini dai 6 agli 11 anni. Il progetto che  sta prendendo forma, si chiama "Terzo Tempo" ed è un sogno condiviso fatto di studio e messa in gioco di competenze ed esperienze. La sua presentazione vale anche come portafortuna e come invito convincente nei confronti del Covid a togliere le tende quanto prima per far tornare in piena attività settori come quello della cultura, dello sport, e quello fieristico, tutti setori messi a dura prova dalla pandemia.  

A partecipare alla bella iniziativa oltre alla Livio Neri, (associazione sportiva che si occupa di basket ma anche di altro) e Aidoru, (impresa cesenate in ambito culturale), ci sono anche gli attori della compagnia stabile di Ert (Emilia Romagna Teatro), il Criad Centro di ricerca e studi per l'informatica applicata alla didattica (Campus Universitario di Cesena) e le associazioni giovanili legate all'ambito universitario come Uniradio e Vista Mare.

"Da dicembre abbiamo lanciato un gioco ai bambini della Livio Neri - spiega Roberta Magnani di Aidoru - per far raccontare loro le storie dei giganti del basket. Un modo per avvicinarli, nello spazio di un campo da basket, anche ai sentimenti che evocano le storie di personaggi che sembrano dei miti ma alla fine sono come noi, hanno le nostre preoccupazioni, le nostre paure, e simili felicità. I personaggi che abbiamo scelto sono stati Michael Jordan, Kobe Bryant e LeBron James. Pezzetti di stori di quando questi giganti erano bambini come loro, proprio per scoprire quanto sono vicine le storie di tre grandi campioni del basket a quelle di tanti bambini e bambine che in qualche modo scendono in campo e affrontano sfide molto simili. A ognuno è stata affidata una parte del racconto che poteva essere letta o recitat per lanciare la palla a un proprio compagno, come un vero e proprio gioco di squadra".

Tutto questo è stato predisposto in attesa di incontrarsi a partire da fine gennaio quando come sembra si potrà tornare in campo e far prendere corpo a questo nuovo gioco di basket e teatro.

I laboratori si svolgeranno di sabato pomeriggio, da fine gennaio a fine maggio (covid permettendo), inizialmente al Nuovo Teatro Carisport di Cesena per poi spostarsi appena possibile alla "Casa del Basket" che sarà allestita negli spazi della Fiera di Pievesestina e sarà un vero proprio sogno che si avvera: 3000 metri quadrati progettati per chi vuole avvicinare i propri figli allo sport e alla cultura. Si tratta di un padiglione che accoglierà il minibasket e moltissime attività parallele rivolte all'educazione e all'infanzia e che faranno della Fiera un punto fondamentale di "Cesena Sport City". "Già oggi la Livio Neri potrebbe lavorare con un allestimento provvisiono - ha spiegato l'assessore Castorri - detto questo però il progetto è più ambizioso, fatto di investimenti e allestimenti all’avanguardia. Insieme valuteremo se si potrà accedere in modo temporaneo nei prossimi tempi oppure se occorreranno tempi più lunghi che richiedono investimenti importanti. A regime saranno 5 i campi. Stiamo coinvolgendo tutte le associazioni a partire dal soggetto proponente che è la Livio Neri. Le associazioni quando avranno la consapevolezza del progetto non potranno non sposare questa idea, vincente per il mondo del basket cittadino".

A fine maggio è prevista una presentazione in anteprima di tutta l'esperienza all'interno della Casa del Basket alla Fiera di Pievesestina. 

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