Giovedì, 16 Settembre 2021
Cronaca

Terzo sciopero per il clima, gli studenti in Piazza non mollano: "I politici ci ascoltino"

Piazza del Popolo presa d'assalto per il terzo Friday For Future: "L'impegno contro i cambiamenti climatici vale più di un giorno di scuola saltato"

Foto Dalmo

A dispetto di chi vociferava di una partecipazione inferiore alle attese, oltre un migliaio di studenti ha preso d'assalto Piazza del Popolo per il terzo sciopero del clima. Come milioni di ragazzi in tutto il mondo anche gli alunni cesenati di tutti i gradi non hanno mancato l'appello con il terzo Friday For Future, nel nome della giovane paladina del clima Greta Thunberg.

A Cesena un corteo partito alle 8:30 che si è snodato fino a Piazza del Popolo, proprio davanti al Palazzo comunale, quasi a simboleggiare che gli studenti vogliono sbocchi concreti per le loro manifestazioni salva-Pianeta. "L'impegno contro i cambiamenti climatici vale più di un giorno di scuola saltato", spiega un ragazzo contro chi maliziosamente parla di 'occasione' per saltare le lezioni. "I politici devono ascoltarci, a livello mondiale, nazionale e locale", afferma una giovane presente in Piazza del Popolo. Tanti gli striscioni e i cartelli, alcuni particolarmente curiosi: "Vorrei che gli uomini si preoccupassero della terra tanto quanto si preoccupano di chi l'ha creata", recita uno esibito da un giovane.

 “Ci avete rubato i sogni” ha detto Greta Thunberg pochi giorni fa al vertice Onu, davanti ai 'grandi' della terra che si sono detti pronti a un taglio delle emissioni entro il 2050.

“Siamo stanchi di sentirci dire che siamo bravi e abbiamo ragione, non è questo ciò che vogliamo. Non ci interessano i ringraziamenti, gli applausi, ma un cambiamento reale. Ogni giorno l’emergenza ambientale e i cambiamenti climatici sono sempre più evidenti e noi non siamo più disposti ad accontentarci del vuoto compiacimento della politica", dichiara Francesco Martinelli, Coordinatore Regionale della Rete degli Studenti dell’Emilia-Romagna.

VIDEO - I giovani manifestanti: "Basta dire che non serve a niente protestare"

“Si tratta di una crisi globale, che riguarda tutti e per questo non può essere ignorata. Viviamo in un sistema folle ed iniquo, basato sullo sfruttamento di risorse ambientali e del lavoro in cui pochissimi si arricchiscono sulla pelle di tanti, distruggendo giorno dopo giorno il nostro pianeta. Questo non può continuare, cambiamo il sistema: ora.”.

Dopo la sorprendente partecipazione alle prime due manifestazioni, gli studenti tornano in piazza, forti anche del sostegno ricevuto dal Ministero dell’Istruzione. “Oggi siamo decine di migliaia solo in Emilia-Romagna e questa settimana si sono mobilitate milioni di persone in tutto il mondo. Questo terzo sciopero sarà decisivo, speriamo, per ottenere risposte concrete e non più solo promesse” conclude Martinelli, “Abbiamo pochissimo tempo a disposizione per cambiare ma siamo pronti a lottare per farlo. Chiediamo agli insegnanti, ai presidi, alle organizzazioni sociali e alle istituzioni di essere al nostro fianco".

Cisl: "Insieme ai ragazzi per una transizione guidata"

“Cisl Romagna ringrazia i ragazzi del movimento FridaysForFuture perché stanno scuotendo la politica, l’economia, la società e anche noi sindacati per prendere coscienza che la prima assoluta priorità è la salvaguardia dell’ambiente.”

Così Francesco Marinelli, segretario generale Cisl Romagna, partecipando oggi all’evento globale che si è tenuto anche a Cesena.
“Oggi siamo presenti in piazza a Cesena al fianco dei giovani, come lo eravamo nel precedente sciopero globale del 24 maggio scorso – aggiunge il segretario - ma non vogliamo rubare la scena e la piena titolarità ai ragazzi e agli studenti. Noi li accompagniamo e siamo a loro disposizione con la nostra attività quotidiana nei luoghi di lavoro e nella contrattazione con le imprese e con le istituzioni.”

“Il percorso di transizione non è semplice, va guidato e condiviso con chi lo deve sostenere, non è come staccare la spina da una presa e attaccarla a un’altra – continua Marinelli – sono necessarie scelte legislative e piani industriali che convertano i sistemi produttivi e serve formazione per i lavoratori per non provocare ulteriore disoccupazione.”
 

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