Terremoto in Romagna, già una settantina di scosse: "Sequenza sismica nella norma"

Antonio Piersanti, dirigente di ricerca dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, fa il punto della situazione a RomagnaOggi.it-CesenaToday dopo la scossa di terremoto di magnitudo 3.9 Richter

"Una sequenza sismica nella norma per un territorio, come quello del cesenate e del forlivese, dove i terremoti sono frequenti". Antonio Piersanti, dirigente di ricerca dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, fa il punto della situazione a RomagnaOggi.it-CesenaToday dopo la scossa di terremoto di magnitudo 3.9 Richter, con epicentro tra Bagno di Romagna e Verghereto, che ha buttato giù dal letto giovedì mattina molti romagnoli.

"Dalla scossa principale abbiamo registrato giovedì mattina una settantina di scosse, molte delle quali avvertite solo dagli strumenti - ha chiarito l'esperto -. Sono una ventina invece quelle che hanno lievemente superato una magnitudo pari a 2 sulla Richter (la più intensa di magnitudo 2.7 alle 8.40, 10.02 e alle 10.21, ndr)". Piersanti ha spiegato che "scosse di questo tipo sono nella norma dopo un terremoto di magnitudo 3.9".

Il ricercatore dell'Istituto Nazionale di Geofisica ha paragonato la situazione attuale a quella dell'estate del 2011, quando, pochi chilometri più a sud, nella zona di Santa Sofia, ci fù una sequenza sismica di un centinaio di scosse di lieve entità dopo alcune di magnitudo superiore al terzo grado della scala Richter.

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Nella storia sismica del territorio, Piersanti ha ricordato i terremoti del 1584 e del 1918: a seguito di quest'ultimo, di magnitudo 5.8, morirono 16 persone. Inevitabile la paura quando la terra balla sotto i piedi. "L'Italia è un Paese ad alta sismicità - ha ribadito Piersanti -. Quindi il messaggio che cerchiamo di diffondere è sempre lo stesso. Overro quello di verificare lo stato delle strutture in cui si vive, lavora e mandano i bimbi a scuola. Per stare tranquilli servono strutture a norma".

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