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Cronaca Bagno di Romagna

Terme, i sindacati: "Disorganizzazione insostenibile e lavoratori inascoltati. Proclamato lo stato di agitazione"

Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs Uil insieme ai lavoratori della struttura di Bagno di Romagna hanno proclamato lo stato di agitazione

Una situazione di "disorganizzazione" del lavoro segnalata all'azienda, e che non ha trovato risposte soddisfacenti per i sindacati, porta allo stato di agitazione dei lavoratori. "La situazione affrontata quotidianamente dai lavoratori e dalle lavoratrici della struttura Sant’Agnese di Bagno di Romagna è diventata insostenibile. Le segnalazioni già formalizzate e presentate all’azienda con lettere ed incontri ad hoc da sindacati e Rsu, non hanno trovato alcuna soluzione ed anzi proseguono nel mancato rispetto delle normative. Le lamentele sulla “disorganizzazione” dell’attività lavorativa che, per esempio, prevedono turni estremamente lunghi e pesanti, accompagnati all’imposizione unilaterale di ore di ferie non programmate e senza alcun preavviso, denotano l’assenza di programmazione e la mancata volontà da parte dell’azienda di cercare di conciliare i tempi di vita e quelli di lavoro". E' quanto affermano i sindacati Filcams Cgil Cesena attraverso Ana Laura Cisneros, Fisascat Cisl Romagna attraverso Michele Dall’Ara e Uil Tucs Cesena attraverso Maurizio Milandri, riaccendendo i riflettori sulla struttura ricettiva della località termale.

"Le irregolarità - proseguono i sindacati - comprendono anche la prosecuzione di assunzioni senza il rispetto delle normative previste per le aziende a partecipazione pubblica e dalla contrattazione integrativa aziendale. Per questi e anche per altri motivi, Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs Uil insieme a lavoratrici e lavoratori della struttura hanno proclamato lo stato di agitazione, con conseguente blocco delle flessibilità, del lavoro straordinario e supplementare.  Una decisione necessaria per spezzare la disorganizzazione che non consente la normale e serena attività lavorativa dei dipendenti e per ribadire la necessità di una selezione del personale trasparente e in linea con i dettami di legge, che osservi i bandi pubblici e la graduatoria aziendale.  Ad ulteriore riprova delle pessime condizioni lavorative vi sono le tante dimissioni occorse sotto l’attuale dirigenza, che ammontano quasi al 45% del totale della forza lavoro; sia di personale di consolidata esperienza; sia di nuovi assunti".

"Con lo stato di agitazione dipendenti e sindacati chiedono l’immediato rispetto della turnazione, delle pause e dell’orario contrattualmente previsto, delle condizioni previste all’interno del contratto collettivo aziendale in vigore e delle normative di legge a tutela della salute e sicurezza, nonché il pagamento puntuale in busta paga delle prestazioni effettuate. A partire da questa settimana è stato attuato il blocco del lavoro straordinario e supplementare, una decisione che non sarà revocata fino a quando Terme di Sant'Agnese SpA non ascolterà le istanze di lavoratrici e lavoratori", concludono i sindacati. 

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