Anche Vinicio Capossela sta col Tequila: "Una messa a norma o una messa funebre?"

Non si arresta il movimento di sostegno del Tequila Blues, colpito da un'ordinanza che costringe a spegnere la musica entro la mezzanotte

Non si arresta il movimento di sostegno del Tequila Blues, colpito da un'ordinanza che costringe a spegnere la musica entro la mezzanotte, mettendo così la sordina ad uno dei templi della musica dal vivo. Dopo la mobilitazione sui social network ed anche l'avvio di una petizione, non mancano ora la prese di posizione di alcuni "big" della musica italiana d'autore. Uno su tutti Vinicio Capossela che scrive ai due titolari Stefano e Fulvio Colombari, esprimendo loro pieno sostegno.

Questa la lettera mandata da Vinicio Capossela al "Tequila": "Ci deve essere un disegno di oscura castrazione collettiva che sta dietro ad uinnumerevoli provvedimenti restrittivi per i luoghi di aggregazione e soprattutto di musica dal vivo. Sono politiche che tendono a ridurre i rischi di tutti, degli amministratori della cosa pubblica in primis. Si fanno ordinanze per non avere problemi. I locali pubblici possono essere luoghi di cultura, e come tali dovrebbero essere tutelati dalle amministrazioni pubbliche. Costringere alla chiusura un locale è perdere un pezzo storia, di socialità condivisa. Perderli significa trasformare in un cimitero un paese, significa costringere la gente a stare a casa.  Locali come il Tequila, ma voglio ricordare anche l'Intifada di Cesena, sono pezzi di storia di comunità. Chiudere un locale è chiudere una porta, è spegnere una luce. Non sono convinto che un modo di porte chiuse la notte sia un mondo migliore, soprattutto se sono porte che aprono al calore umano, alla buona musica e alla confidenza. La "messa a norma" diventa sinistramente parente della "messa funebre". Se il Tequila esiste da più di vent'anni non è aumentato il numero dei decibel che emette, è invece aumentata la restrizione, la chiusura, l'intolleranza. Con molto affetto e sentita solidarietà per il Tequila, e per tutti i locali che ancora coraggiosamente propongono buona musica".

Insomma, un'ulteriore e autorevole presa di posizione che costringe il Comune di San Mauro Pascoli a risolvere con celerità la questione. E' partita anche una raccolta delle firme, con lo scopo di acquisirne in poco tempo almeno mille.  Dopo i post-it colorati sulla bacheca del locale, la mobilitazione dei giovani di San Mauro e di tutta l'area del Rubicone si era spostata su Facebook. Molto frequentatori e amanti del locale, che ha scelto di chiudere a causa di un'ordinanza anti-rumore del Comune, avevano rilanciato su Facebook  l'hashtag  #iostoconiltequila.

Anche il Comune, per bocca del sindaco Luciana Garbuglia, ha fatto sapere i motivi della chiusura e si è augurata una veloce riapertura dopo una messa a norma dal punto di vista acustico. Arpae in una sua replica ha spiegato di aver valutato senza ritardi la questione tecnica e giovedì scorso di aver trasmesso in municipio la sua relazione. Nella sua pagina Facebook il Tequila ha lanciato il 'Movimento di protesta a tutela dei centri di aggregazione giovanile': "Non possiamo più permettere che ogni anno le amministrazioni comunali, al seguito di qualche reclamo di alcuni cittadini, impediscano ai locali notturni di professare il proprio operato perché ritenuti “solo”causa di disturbo! Punti di divertimento e ritrovo come Bar, Discoteche, Dancing, Sale Giochi, Pizzerie sono sempre stati l’attrattiva e punto di riferimento del movimento giovanile sulla Riviera Romagnola, fino alla fine degli anni '90. E adesso che più della metà sono spariti al seguito della crisi economica e delle politiche turistiche intraprese da molte amministrazioni, mettiamo in discussione anche quei pochi storici locali rimasti".

Il TequilaBlues di San Mauro Mare, dopo aver tentato di rispettare l'ordinanza del Comune, ha annunciato nei giorni scorsi la chiusura. Nella nottata tra sabato e domenica il locale ha chiuso alla mezzanotte secondo un'ordinanza stabilita del Comune a seguito di un esposto da parte di una residente e di una struttura ricettiva della zona. A spiegare il motivo dell'ordinanza è stata il sindaco Luciana Garbuglia su Facebook: "Purtroppo i rilievi di Arpa hanno costretto il Comune a emettere l'ordinanza di chiusura entro la mezzanotte, a seguito dei rilievi fonometrici eseguiti nel locale, a causa di segnalazioni e denunce di alcuni residenti della località (nel 2016 e nel 2017). E questi rilievi sono risultati purtroppo fuori norma, superando i decibel consentiti dalla legge. Il Comune in questo caso non ha poteri discrezionali, deve far osservare la legge". Il primo cittadino ha inoltre spiegato che il locale eseguirà dei lavori per rendere meno impattante l'inquinamento acustico all'esterno".

Ma è stato lo stesso sindaco ad invitare il Tequila ad una rapida riapertura:  San Mauro mare richiama tantissimi giovani che rifuggono dal caos dei grandi centri della riviera e trovano nella nostra località accoglienza e buona musica in una cornice anche familiare. Sono i tratti vincenti di San Mauro Mare, e il Tequila rientra a pieno titolo tra le nostre attività in grado di attrarre giovani, ma anche meno giovani. Un locale che ha fatto la storia a San Mauro Mare: e può continuare a farla come auspichiamo".

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