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Tentano la 'spaccata' all'osteria, ma il locale è chiuso da oltre un mese

Ladri 'maldestri' nel cuore della notte in centro storico. Non si sono accorti del cartello "Cedesi attività"

Tentativo di furto nel cuore della movida notturna. L'altra notte, intorno alle 5, qualcuno ha cercato di infrangere la vetrina dell'ex osteria Da Ghigo, dalla scorsa estate "Gallina Ubriaca" e da qualche mese chiusa.

 I malfattori hanno divelto un tombino che si trovava al centro di piazza del Popolo e con quello hanno colpito la parte inferiore della porta vetrina dell'osteria che si trova sotto il portico di piazza del Popolo. Un'operazione faticosa visto che un tombino di quella fattura ha un peso che si aggira sugli 80 chili. Ma visto che la vetrina è antisfondamento i vari tentativi effettuati sono andati a vuoto. Il vetro si è visibilmente crepato ma non ha ceduto e i malviventi non sono potuti entrare all'interno del locale. Chi la mattina ha fatto un sopralluogo per capire cosa fosse accaduto si è accorto che anche poco più in là era stato divelto un altro tombino. Non è escluso, infatti, che i malviventi volessero riprovare nei pressi di Casamadie ma, forse, disturbati da qualcuno, non siano riusciti a portare a termine il loro progetto.

La cosa, tra l'altro, che appare un po' strana è che chi ha agito non sia troppo sveglio visto che l'ex osteria Da Ghigo è chiusa da oltre un mese e, in bella vista, appeso alla porta vetrina c'è un cartello con scritto "Cedesi attività".

Non gli è venuto in mente che in un locale chiuso da tempo sicuramente non ci sono né soldi né cibo fresco. Tutt'al più avrebbero potuto raccattare qualche bottiglia di vino, un po' di stoviglie, tavoli e sedie. Se, invece, si è trattato di atto vandalico e basta, quindi non finalizzato al furto, la questione, per assurdo, assume un tratto ancora più triste e preoccupante. Non è che si voglia giustificare chi ruba per ottenere una ricompensa, ma pensare che qualcuno se ne vada in giro di notte a spaccare vetrine solo per il gusto di farlo, distruggendo il lavoro che hanno fatto altri con fatica, ci obbliga a una riflessione più profonda sull'educazione dei nostri giovani e sull'assenza dei valori elementari. Per quanto riguarda le indagini, non è escluso che vengano esaminate anche le telecamere.

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