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Sabato, 21 Maggio 2022
Cronaca

Teatro della Rosa, 30 anni di spettacoli e musica: Gianfranco Gori festeggia con un libro e recital innovativi

Come nasce il Teatro della Rosa? "Nasce dal desiderio di proseguire un percorso artistico nato nell’accademia diretta artisticamente da Giorgio Albertazzi e fondata da Sergio Pisapia Fiore"

Trentesimo anno di attività per la compagnia del Teatro della Rosa fondata nel ’92 da Gianfranco Gori, regista, attore e scrittore. Figlio d’arte: il padre Marino, musicista ha fondato la band “Ital Jazz” ed è stato la storica “tromba d’oro” dell’orchestra del maestro Secondo Casadei. L’eredità artistica prosegue con la nipote ventunenne Giulia, figlia di Gianfranco, già laureata in pianoforte al conservatorio di Trieste con il massimo dei voti seguita dal concertista internazionale Giuseppe Albanese.

Gianfranco Gori come nasce il Teatro della Rosa? «Nasce dal desiderio di proseguire un percorso artistico nato nell’accademia diretta artisticamente da Giorgio Albertazzi e fondata da Sergio Pisapia Fiore. Dopo il diploma ho raccolto idee e compagni di scuola; con Tamara Cantelli e Angelo Trezza abbiamo aperto l’associazione culturale e dato vita a “Fabulando” sotto la tenda del Circo Togni, uno spettacolo dove la letteratura classica e le fiabe dialogavano tra musiche e contaminazioni artistiche. In questi trent’anni si annoverano tante collaborazioni di Teatro e Musica di alta caratura artistica. «Certamente, dalla lirica al jazz, dalla classica alla nostra immancabile tradizione. Sono felice di ricordare gli eventi dei primi e degli ultimi anni a partire dall’ensemble strumentale scaligero, che vanta la presenza di 14 musicisti dell’Orchestra del Teatro alla Scala di Milano; con loro ho recitato e curato la regia e i testi di cinque meravigliosi spettacoli tra i quali l’ultimo “The show must go on – Lo spettacolo deve continuare” con le musiche dei grandi classici e le più belle colonne sonore, un grande successo andato in scena in occasione dei dieci anni dall’11 Settembre al Teatro Galli di Rimini, prodotto dal Lions Club Rubicone e trasmesso da Teleromagna. Ho scritto un omaggio al maestro Casadei in chiave Jazz “Sento al nostalgia d’un passato”, tratto dai racconti di mio padre, dal diario di Secondo e dagli aneddoti di sua figlia Riccarda. Il pubblico ha gradito il racconto informale ed empatico e l’esemplare esecuzione musicale curata dal grandissimo Simone Zanchini alla fisarmonica e dal fantastico Stefano Bedetti ai sassofoni. Alcune prestigiose collaborazioni con il Bel Canto: per il Gran Galà al Grand Hotel di Rimini, con la partecipazione del mezzo soprano Anna Maria Chiuri e Davide Cavalli al pianoforte; per “Lirica sotto le stelle” con il Coro Galli; per “Carmina Burana” con l’orchestra Santa Cecilia di Roma; per lo spettacolo “La Donna Sapiens Sapiens” con la partecipazione del soprano Gladys Rossi e Giulia Gori al pianoforte. Altre bellissime esperienze di teatro e musica: con il soprano Monica Boschetti e Gan Eden Ensemble per “Nel salotto di casa Verdi” e “ Sacro e Profano”, con l’orchestra Maderna per “Guida all’Opera Lirica” e “Il Flauto Magico”, con la Stradivari di Cremona per “Pierino e il Lupo”, con Ensemble Eccentrico per “Il Carnevale degli Animali” con Cronopios per “Rossini, Rossini”, con Dance Studio per “Il Piccolo Principe”. Non sono mancati gli spettacoli evento per i gironi della memoria: da “Improvviso” a “Lettere dal Fronte” da “Tre fratelli” a “La Guerra degli Ottoni”. La mia ultima tourneé con il Teatro della Perla per lo spettacolo “Il Faccendiere” di Honoré de Balzac diretto da Sergio Pisapia Fiore; Sergio fu il mio primo maestro di teatro e fu proprio lui a “buttarmi” letteralmente sul palco dopo due mesi di accademia, facendomi interpretare il ruolo del protagonista de “La nuova isola” di Alfredo Balducci» Gli incontri con Dario Fò e Giorgio Albertazzi? «Ho avuto la grande fortuna di incontrare due giganti del Teatro. L’incontro con Dario Fò è stato determinante per la costruzione del personaggio di Arlecchino, che ho amato e amo tantissimo. Ma l’incontro che a segnato fortemente la mia crescita artistica è stato con Giorgio Albertazzi, ha creduto nei mei primi progetti e con lui è nata una amicizia e un rapporto molto confidenziale. Ha interpretato la trilogia “Eros, parole e musica” che ho scritto per lui: “Erotico Cavaliere Errante”, “Passioni” “Lettere Rubate”. Mi ha offerto le basi per poter sviluppare la mia vena poetica; fu lui a insistere che pubblicassi “Ogni treno che passa”, il mio primo libro per Rusconi Libri per il quale mi regalò una meravigliosa prefazione.»

Tu provieni dalla Radio, poi la Tv, hai mai unito tre mondi artistici? «La radio è e rimane il primo amore: non avevo ancora tredici anni quando mio fratello Stefano mi portò a Radio Gamma e mi fece parlare: una folgorazione; un’esperienza trentennale, un’impagabile “palestra” per l’improvvisazione e creatività, quell’emittente divenne una casa e una famiglia. Ho abbinato la radio alla tv, producendo programmi per Erreuno Tv, poi per Mediaset, Canale5 e Rai Due. Poi rappresentazioni teatrali con e artisti e cantautori: un originale spettacolo interattivo con Mariella Nava al lirico di Cagliari e al Sistina di Roma; due suggestivi video per Fabio Concato: “Un trenino nel petto” e “Stazione Nord”; un pirotecnico Music Show alla darsena di Rimini per la direzione di Lucio Dalla.» Quali sono le iniziative per questo trentesimo anno del Teatro della Rosa? «La prima iniziativa è la prossima pubblicazione del mio nuovo libro “Il Teatro dell’Angelo – La poesia che nutre corpo e spirito” con la copertina e 12 opere grafiche inedite del maestro Ilario Fioravanti. L’uscita è prevista per i primi di marzo. Poi “Teatro in forma di rosa”, un recital di prosa, musica, poesia ed emozioni artistiche che riassume tutte le nostre produzioni, con la partecipazione di Giulia Gori al pianoforte, Tamara Cantelli voce recitante e artisti ospiti che hanno fatto parte della compagnia in questi trent’anni. Un tour che renderà omaggio al maestro Fioravanti in occasione del centenario dalla nascita e i dieci anni dal suo “grande viaggio”, con la partecipazione di Adele Briani. Riprenderemo “Fabulando” implementandolo con nuovi testi dare un segno di rinascita e di voglia di ricominciare e anche perché abbiamo tutti bisogno di sognare con una “favola bella che ieri t’illuse, che oggi mi illude, o Ermione” e con Ermione intendo sia l’etera dannuziana che la favolistica Hermione Granger.

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