Tasse locali, a Cesena esclusi rincari: "Confermato l’impianto già applicato e invariato da alcuni anni"

A ribadirlo il sindaco Paolo Lucchi e il vicesindaco Carlo Battistini in una lettera inviata a consiglieri comunali

La pressione fiscale locale non aumenterà per i cittadini cesenati. Anche se la manovra di Governo prevede lo sblocco delle aliquote (consentendo così agli enti locali di apportare aumenti ai tributi di loro competenza), l’amministrazione comunale di Cesena ha già messo nero su bianco (nella proposta di bilancio 2019 presentata la settimana al Consiglio comunale) la decisione di confermare le stesse aliquote e le stesse modalità applicate negli ultimi anni. A ribadirlo il sindaco Paolo Lucchi e il vicesindaco Carlo Battistini in una lettera inviata a consiglieri comunali. Nella loro comunicazione, gli amministratori locali offrono una fotografia puntuale e ricca di dati della pressione tributaria a Cesena, rimarcando da un lato, come la pressione tributaria in riva ala Savio risulti fra le più basse, e dall’altro  l’alta capacità del Comune di incassare i tributi dovuti, che risulta fra le prime a livello nazionale, dietro alla sola città di Trento.

"Per quanto riguarda l’amministrazione comunale di Cesena - continuano Lucchi e Battistini - gli atti già assunti e presentati al Consiglio comunale, invece, in merito alle aliquote dei tributi locali perseguono i seguenti obiettivi: invarianza delle aliquote Imu; invarianza dell’addizionale comunale Irpef con applicazione per scaglioni e una soglia di esenzione per redditi fino a 10mila euro". "L'applicazione della Tasi è limitata agli immobili non assoggettati ad Imu (fabbricati merce e fabbricati rurali strumentali), mentre per quanto concerne la Tari c'è la conferma della piena copertura del costo del servizio, con un riparto degli oneri del Piano Economico Finanziario tra utenze domestiche e non domestiche ed utilizzo dei proventi del recupero evasione Tari per determinare le tariffe provando a ridurla anche nel 2019".

Gli amministratori ricordano quali sono le aliquote vigenti dal 2014 dell’addizionale comunale Irpef e confermate anche per il 2019: esenzione da 0 a 10mila euro; aliquota dello 0,39% da 10mila a 15mila euro; aliquota 0,40 per cento da 15mila a 28mila euro; aliquota dello 0,55% da 28mila a 55mila euro; aliquota dello 0,78% tra i 55mila ed i 75mila euro ed un'aliqouta dello 0,8% oltre i 75mila euro. Per quanto riguarda la situazione dei redditi l’ultimo dato disponibile è quello del 2016. Il reddito complessivo a Cesena dal 2013 è sempre aumentato, raggiungendo 1,608 miliardi di euro con un numero di contribuenti stabile (73.852); il reddito medio è arrivato a 22.036 euro e l’addizionale Irpef comunale media a Cesena è stata pari ad 119 euro, una delle più basse in Italia".

"Il 74,32% dei contribuenti a Cesena si trova al di sotto dei 26.000 euro e produce il 46,4% del reddito, quota sempre in calo dal 2013; il 23,8% (cioè 17.388) si collocano nella no tax area, al di sotto di 10.000 euro di reddito - chiosano gli amministratori -. Sono in aumento dal 2013 i contribuenti che si trovano negli scaglioni dai 26.000 euro ed oltre. Ricordiamo poi che anche stando all’analisi sul peso delle addizionali Irpef elaborata dall’Ufficio Studi del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli esperti contabili e pubblicata quest’anno, l’addizionale comunale applicata dal Comune di Cesena è una delle più leggere. Prendendo a riferimento l’anno di imposta 2016 (l’ultimo disponibile), l’indagine è andata a verificare quanto l’addizionale comunale incida su un reddito di 36.000 euro: al vertice della classifica dei Comuni più onerosi si è piazzata Roma, con 324 euro, seguita da un nutrito gruppo – composto da Bologna, Genova, Grosseto, Gubbio, Livorno, Milano, Napoli, Palermo, Parma, Pistoia, Rovigo, Terni, Torino, Venezia, Perugia – attestato sui 288 euro e poi da Forlì con 252,50 euro. Per contro, all’altro capo della graduatoria, tra i comuni con l’addizionale Irpef più bassa, si è collocata Cesena con 154,50 euro".

"Inoltre una indagine de Il Sole 24 Ore sulla salute dei bilanci comunali, fatta utilizzando i dati dei conti consuntivi del 2016 sulla capacità di acquisire le entrate relative ai tributi, ha consentito di stilare una classifica dei capoluoghi italiani - proseguono -. La graduatoria sulla capacità di incassare i tributi (su tutte le imposte applicate dal comune: Imu, Tasi, Tari, addizionale Irpef, imposta di pubblicità, tassa di soggiorno), come vede collocarsi Cesena? Il totale accertato nel 2016 è pari ad 48.116.616,87 euro di cui l'incassato in conto competenza, cioè nel 2016, è di 45.377.250,99 euro per una percentuale del 94,31%. E nella graduatoria nazionale ci collochiamo al secondo posto dietro Trento".

Lucchi e Battistini ricordano inoltre che "per quanto riguarda Imu e Tasi già oggi a Cesena sono applicate in modo tale da evitare duplicazioni; quindi i contribuenti cesenati hanno già la semplificazione che un emendamento dei partiti di maggioranza tentano di introdurre sul piano nazionale; infatti la Tasi a Cesena è applicata solamente ai fabbricati rurali strumentali ed alle abitazioni invendute delle imprese (i cosiddetti beni merce), mentre l’IMU è applicata alle altre categorie di immobili, senza maggiorazioni per la Tasi. Anche per il 2019, dunque, i cittadini cesenati possono considerare di non avere sorprese e di poter contare su una tassazione locale equa. Infine il Quotidiano Nazionale di oggi pubblica anche lo studio dell’Istituto per la Competitività I-Com sui tempi di pagamento dei creditori da parte dei Comuni evidenziando il peggiore, Torino, con 72 giorni medi per pagare i fornitori, ed il migliore, Venezia, con 12 giorni. Per trasparenza, quindi, comunichiamo che il Comune di Cesena nel 2017 ha pagato i propri fornitori in media in 20,66 giorni, nel primo trimestre 2018 in 20,92 giorni, nel secondo trimestre in 18,25 giorni e nel terzo trimestre in 16,18 giorni".

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