Tassa di soggiorno, Confesercenti chiede almeno limature

La Confesercenti è perplessa sull'introduzione dell'imposta di soggiorno a Cesena. Lo spiega, con una dichiarazione, Graziano Gozi, direttore Confesercenti Cesenate

La Confesercenti  è perplessa sull’introduzione dell’imposta di soggiorno a Cesena. Lo spiega, con una dichiarazione, Graziano Gozi, direttore Confesercenti Cesenate: “Nell’incontro fra Amministrazione comunale e Associazioni di categoria per la presentazione del bilancio di previsione 2013, il Comune ha evidenziato preoccupanti ed anche condivisibili problemi per effetto degli ulteriori tagli imposti dal Governo; in questo contesto è stata ipotizzata l’introduzione dell’imposta di soggiorno”.

 

“La Confesercenti di Cesena, ascoltato il parere di diversi albergatori, esprime preoccupazione per tale scelta. Il settore turistico, infatti, sta soffrendo le difficoltà della crisi al pari di altri compartimenti economici, per cui ci aspetteremmo incentivi e non nuove tasse. Le presenze nel periodo gennaio-settembre 2012 rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, a Cesena sono diminuite del 7% mentre a livello provinciale il calo è del 5%. Preme evidenziare, inoltre, che buona parte dei pernottamenti in città non sono strettamente turistici ma connessi ad attività lavorative (cantieri, agenti di commercio, ecc.). Per questo motivo l’introduzione dell’imposta a Cesena presenterebbe forti svantaggi, soprattutto se non fosse applicata anche nei Comuni limitrofi”.

 

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Quindi “se nonostante queste considerazioni il Comune confermerà l’istituzione della tassa, poniamo fortemente alcune richieste. Innanzitutto limitare il versamento a non oltre tre pernottamenti nello stesso mese. In secondo luogo avere buon senso ed equilibrio nella valutazione dell’importo: il Comune di Genova applica 1 euro per persona a notte per gli hotel fino a tre stelle, che passano a 2 euro per gli hotel a quattro stelle; Bologna richiede 1,5 euro per costi del pernottamento compreso fra 31 e 71 euro. Cesena non può competere con queste località, pertanto non può avere importi più elevati. Infine, come previsto dalla legge, chiediamo che le risorse ricavate dalla tassa, siano utilizzate per finalità turistiche in comune accordo con le categorie coinvolte nella riscossione”.  

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