TARI, meno rifiuti ma aumenta la tassa. Molto di più di quanto dichiarato: ecco perché

Un quadro desolante in cui, come spesso capita, nella "riforma" di una tassa si cade dalla padella alla brace. Uno studio di Confartigianato definisce le bollette che stanno arrivano ai cesenati in questi giorni come un "bagno di sangue"

Prima si chiamata tariffa dei rifiuti (Tia), ed era nella bolletta di Hera assieme all'acqua e al gas, poi si è chiamata TARES, per un solo anno, quello passato, per finire nel calderone delle nuove imposte comunali come TARI. Un cambio vorticoso di nomi dietro cui, purtroppo, si celano aumenti molto maggiori di quelli dichiarati. E tutto questo mentre i rifiuti prodotti dai cittadini e dalle imprese calano.

Un quadro desolante in cui, come spesso capita, nella “riforma” di una tassa si cade dalla padella alla brace. Uno studio di Confartigianato-Federimpresa definisce le bollette che stanno arrivano ai cesenati in questi giorni come un “bagno di sangue”. Infatti, nonostante l'impegno dei Comuni e soprattutto del Comune di Cesena a non far aumentare in questi ultimi due anni il costo del servizio di gestione dei rifiuti, altri fattori “determinano comunque per gli utenti (imprese soprattutto e famiglie) un bagno di sangue”, spiega l'associazione di categoria.

Come mai esiste questa contraddizione tra quanto dichiarato dai Comuni in quanto hanno applicato aumenti minimi, e quanto invece gli utenti si ritrovano a dover pagare effettivamente con le bollette in arrivo in questi giorni per la prima rata? Ecco i meccanismi perversi che stanno portando al comprensorio cesenate circa 3 milioni di euro in più “drenati” dalla modifica della tassa.

FATTORI PERVERSI. Questi i fattori: al costo del servizio di gestione si sono aggiunti l'Iva che è diventata indetraibile per le imprese (10%). In secondo luogo ci sono gli aumenti del Piano economico finanziario approvati da Atersir, il nuovo soggetto regolatore delle tariffe (in media il 3,1% rispetto al 2012 e del 1,2% rispetto al 2013). Inoltre sono aumentati i costi costi di gestione del tributo (stampa e invio bollettazione e F24, riscossione tributo, gestione personale agli sportelli, che i Comuni in grande maggioranza hanno riappaltato con gara d'appalto ad Hera). La quarta “chicca” è la gestione degli insoluti e delle le scontistiche concesse dagli stessi Comuni, che ricadono su tutta la collettività. In sostanza, chi paga, paga anche per chi non paga.

IL RISULTATO? LA STANGATA. Ora, nel 2014, nonostante l'aumento minimo (1,2%) del piano economico del servizio, si prospettano nuovi aumenti reali ben più alti. Col paradosso che i rifiuti assimilati prodotti e smaltiti dalle utenze è diminuita in maniera significativa (-8% dal 2007/2012, peraltro per le imprese ancor in maniera più marcata). La grande contraddizione è proprio questa: a fronte di minori quantitativi di rifiuti smaltiti, le imprese hanno subito ancora rincari e aumenti di costo.

CHI CI GUADAGNA? NON GLI UTENTI, MA NEANCHE I COMUNI. La stangata vede solo due beneficiari: i gestori del servizio e lo Stato e due “perdenti”: cittadini e imprese da una parte i Comuni dall'altra. Non hanno sostanzialmente vantaggi i Comuni in quanto non ricavano utili da questa gestione del servizio, i Gestori ne ricevono un vantaggio in quanto non devono più ammortizzare nei propri bilanci i rischi d'impresa (insoluti in deciso aumento e scontistiche concesse agli utenti), e lo Stato ci guadagna un maggior introito di IVA (quella pagata dalle imprese).

L'IVA E IL RESTO. Le imprese hanno sostenuto i maggiori aumenti nel 2013 (ad esempio a Cesena da un minimo del 17,36% per le pescherie ad un massimo del 42,44% per le lavanderie), in quanto l'Iva indetraibile nel passaggio da tariffa a tassa equivale ad un aumento secco del 10%. I costi di gestione, gli insoluti e le scontistiche, a causa del ritorno alla natura Tributaria affidata ai Comuni, ha costretto la stragrande maggioranza degli stessi a riappaltare una parte del servizio al medesimo gestore del servizio (Hera), mentre, con il regime tariffario degli anni precedenti, tali costi erano ricompresi direttamente nel Piano economico finanziario e quindi venivano ammortizzati nel bilancio dei gestori del servizIo (nel nostrto territorio Hera) Ora invece vengono spalmati dai Comuni su tutti gli utenti con aumenti di costo. Da un indagine condotta da Confartigianato , si rileva che tale combinato disposto, ha determinato nel nostro territorio comprensoriale per l'anno 2013, ulteriori costi per le utenze per circa 3 milioni di euro.

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L'aumento dell'importo bollettato rispetto al 2013 come comunicato dal Comune è del 4,59%, ma rispetto al costo del servizio affidato al gestore comprensivo di IVA , gli utenti pagheranno nel 2014 un aumento del 11,82%. Questo è determinato ANCHE dall'esplosione degli insoluti stimati, che sono passati da 400.000 a 900.000 Euro.

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