Nonsenso: i rifiuti diminuiscono dell'8%, la bolletta aumenta del 18-35%

Tassa rifiuti, stop al bagno di sangue per le imprese. Lo richiede a gran voce la Confartigianato che denuncia l'iniquità di un tributo troppo pesante per le attività economiche

Tassa rifiuti, stop al bagno di sangue per le imprese. Lo richiede a gran voce la Confartigianato che denuncia l'iniquità di un tributo troppo pesante per le attività economiche: “Nonostante le continue pressioni e sollecitazioni di Confartigianato e le associazioni del territorio nei confronti di enti locali e Atersir per richiedere un tributo equo e puntuale, la Tares ha costituito nel 2013 un ulteriore bagno di sangue impositivo per le utenze e in particolare per le imprese. L'azione sindacale di Confartigianato, ha comunque limitato gli aumenti i tariffari, in quanto i Comuni nei propri regolamenti hanno garantito l'assimilazione dei rifiuti produttivi agli urbani, il mantenimento delle scontistiche esistenti con la tariffa rifiuti e la tassazione delle aree scoperte tassate solo per la parte operativa. Tre traguardi importanti”.

“Nonostante questi risultati, la Tares ( che ha segnato il ritorno al Tributo, con componente patrimoniale della quota per i servizi indivisibili di 0,30 €/mq) si è tradotto in aumenti sostenuti soprattutto per le utenze extra-domestiche, cioé le imprese. All'Iva indetraibile (10%) si sono aggiunti infatti, gli aumenti del Piano economico finanziario approvati da Atersir (in media il 3,1% rispetto al 2012), e soprattutto i costi di gestione del tributo (stampa e invio bollettazione e F24, riscossione tributo, gestione personale agli sportelli, che i Comuni in grande maggioranza hanno appaltato ad Hera), le maggiorazioni per la quota insoluti e per le scontistiche concesse dagli stessi Comuni, come imposto dalla Legge. Il combinato disposto di questi aumenti ha registrato incrementi nei 15 Comuni del comprensorio cesenate con un minimo del 18,5% e con punte che hanno sfiorato quasi il 35% rispetto ai piani finanziari del 2012. Per le utenze domestiche è stato un bagno di sangue, in quanto in alcuni Comuni vi sono state categorie d'utenza che hanno subito aumenti addirittura con punte dal 60-100% (es. Sarsina, Montiano)”.

Ed ancora: “Da un Piano economico finanziario d'ambito comprensoriale approvato da Atersir di 28 milioni 333mila euro si arriva ad un totale in bolletta di 34 milioni .333mia euro. Di questi oltre 34 milioni, circa 1,7 milioni sono dovuti al costo di gestione, circa un milione di euro dall'aumento del tributo per la quota insoluti e circa 450mila per le scontistiche concesse dai comuni”

CALANO I RIFIUTI PRODOTTI MA AUMENTANO I COSTI

Tornare alla natura tributaria per il servizio di smaltimento dei rifiuti urbani e assimilati è stato quindi per le imprese una penalizzazione, peraltro in un momento in cui la crisi picchia duro e la quantità dei rifiuti assimilati prodotti e smaltiti dalle utenze è diminuita in maniera significativa (-8% dal 2007/2012, peraltro per le imprese ancor in maniera più marcata). La grande contraddizione è proprio questa: a fronte di minori quantitativi di rifiuti smaltiti, le imprese hanno subito ancora rincari e aumenti di costo. Un'altra considerazione riguarda tali aumenti di costo. Una quota significativa, di essi (costi di gestione, insoluti e scontistiche), a causa del ritorno alla natura Tributaria affidata ai Comuni, ha costretto la stragrande maggioranza degli stessi a riappaltare una parte del servizio al medesimo gestore del servizio (Hera),  mentre, con il regime tariffario degli anni precedenti, tali costi) erano ricompresi direttamente nel Piano economico finanziario. Ciò ha determinato nel nostro comprensorio ulteriori costi di circa 3,2 milioni di euro.

TARI, ALTRI AUMENTI IN VISTA. Ora si profila un nuovo tributo, la Tari, che mantiene l'impalcatura della Tares, ma rischia di creare nuove sperequazioni. Vi sono infatti ancora criticità che devono essere chiarite a livello ministeriale e che possono comportare nuovi aumenti, quali ad esempio la superficie dei locali da tassare (calpestabile o catastale?) e l'ampia autonomia affidata agli enti locali nel definire le scontistiche (fino ad massimo del 7% del costo del servizio), che possono però essere ricaricate sulle altre utenze. Inoltre vi sono incombenze che spazientiscono gli utenti e che vanno semplificate in maniera chiara come l'ipotesi che costringerebbe gli utenti a calcolarsi il tributo da pagare anziché ricevere bollettini precompilati, il metodo di pagamento (F24) che costringe numerosissime utenze a far code e file agli sportelli bancari e postali, mentre con la tariffa, i pagamenti avvenivano per la stragrande maggioranza con addebiti nei c/c bancari. Infine il termine per denunciare le metrature di nuove utenze o di variazioni/cessazioni di quelli esistenti, è stato fissato dalla norma al 30 giugno dell'anno successivo. Questa disposizione creerà un  sistema di conguagli (a debito o a credito), che per importi significativi, non sarà facile giustificare agli utenti. Infine, oltre allo Stato centrale ad agire sulla leva fiscale, ci si mette pure la Regione Emilia-Romagna, che ha approvato “silenziosamente” nuovi criteri dei costi di smaltimento, che da una prima proiezione fanno aumentare i costi tariffari dei servizi del 10%, a tutto vantaggio dei gestori degli impianti di smaltimento. Per non parlare poi di Hera (Gestore nella ns. Provincia) che ha chiesto ad Atersir il riconoscimento per il 2013, di interessi per il periodo in cui ha gestito il servizio senza aver potuto incassare, a causa dell'introduzione della Tares, dimenticando che tale servizio le consentito di incassare 1,7 milioni aggiuntivi rispetto ai Piani Economico Finanziari.

LE PROPOSTE MIGLIORATIVE DI CONFARTIGIANATO

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Come uscire da questa situazione penalizzante? Secondo Confartigianato "attraverso la cosiddetta tariffa puntuale. che faccia pagare equamente il servizio di smaltimento rifiuti commisurato all'effettivo quantitativo di rifiuti assimilati smaltiti tramite il servizio pubblico. Servono inoltre sconti per locali sottoutilizzati a causa della grave crisi in atto (sia temporalmente che dal punto di vista degli spazi):un nuovo sistema di raccolta che istituisca la tariffa corrispettiva, attraverso una sperimentazione in una zona artigianale tipo con il sistema di raccolta domiciliare che sperimenti uno dei sistemi di pesatura puntuale (contenitore con Tag, sacchetto con microchip, oppure contenitore di prossimità con chiavetta personalizzata per i conferimenti).

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