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Mercoledì, 19 Giugno 2024
Cronaca Borello

La protesta ambientalista: "Si sta tagliando tutto il bosco sulle sponde del torrente. E' un rifugio biologico"

Gli ambientalisti sottolineano che "come descritto nel cartello della Regione, il tutto appare motivato da ragioni di “sicurezza e di prevenzione del dissesto idrogeologico”, ma questo non convince affatto e non giustifica a nostro parere, un simile intervento"

"È in corso a Borello un intervento devastante sulle sponde del Torrente Borello". Arriva la protesta ambientalista del Wwf di Forlì-Cesena per bocca di Chiara Bocchini, la presidente e Ivano Togni, un attivista.

Spiegano la situazione gli ambientalisti: "Ci troviamo a biasimare un intervento sulle sponde dei nostri corsi d’acqua, che riteniamo del tutto ingiustificato". In pratica si starebbe tagliando "tutto il bosco ripariale relitto presente lungo il Borello a monte dell’omonima frazione del comune di Cesena, che per ora interessa un tratto di circa 200-300 metri.  Al momento il danno ambientale è costituito da una sorta di taglio a raso, di centinaia di piante, per alcune decine di metri quadri che, pur non essendo all’interno di un Parco o una Riserva Naturale, non appare tuttavia di minore entità", questo secondo quanto riporta il Wwf.

Spiega la sua posizione il Wwf: "Il bosco ripariale in questione, sebbene già ridotto ai minimi termini, è costituito infatti prevalentemente da specie arboree autoctone, fattore di per se già non di poco conto, che ospitano una nutrita rappresentanza di specie animali di vertebrati e invertebrati, anche rare e tutelate Bisogna infatti considerare la funzione di rifugio e corridoio biologico che questo ecosistema boschivo svolge, ma che rischia ora di essere ulteriormente distrutto a monte, nel suo tratto più ricco e interessante. Tutti i corsi d’acqua naturali, hanno infatti bisogno di una fascia protettiva di vegetazione che ne difenda le sponde dall’erosione, e se proprio occorre consolidare il basamento di un tratto stradale, si possono realizzare opere di sostegno puntuali e meno invasive".

Gli ambientalisti sottolineano che "come descritto nel cartello della Regione, il tutto appare motivato da ragioni di “sicurezza e di prevenzione del dissesto idrogeologico”, ma questo non convince affatto e non giustifica a nostro parere, un simile intervento. Nel tratto interessato di poco più di 5 chilometri fra Borello e Piavola, il torrente rimane infatti con il suo bellissimo bosco, ben al di sotto della strada provinciale, avvicinandosi a questa per un tratto di soli 500 metri circa, attraverso zone agricole sufficientemente estese, dove tutt’al più per laminare eventuali piene si potrebbe ricavare una piccola cassa d’espansione".

La polemica finale: "Dunque mentre nelle sedi competenti della nostra Regione, in tanti si riempiono la bocca con parole come “sostenibilità” o “transizione ecologica”, ci chiediamo perché, tradotti in pratiche, questi concetti non vengono applicati sugli habitat naturali".

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