Tagliato il sostegno ad un bambino autistico, lo sfogo della madre: "Lo fanno sentire un peso"

Di punto in bianco il Comune di Longiano ha tagliato 6 ore di educatore scolastico a un bambino di 8 anni con spettro autistico residente a Longiano

Di punto in bianco il Comune di Longiano ha tagliato 6 ore di educatore scolastico a un bambino di 8 anni con spettro autistico residente a Longiano ma che frequenta le elementari a Gambettola. "E la spiegazione che il sindaco mi ha dato - spiega la mamma Luciana - è che il budget per l'anno scolastico in corso era di 100 mila euro, ma avendo visto aumentare i casi in cui è richiesta l'assistenza, il Comune di Longiano ha deciso di tagliare alcune ore ai bambini che vanno a scuola fuori comune. Come se chi andasse fuori comune fosse da discriminare".

E' una storia che sta rendendo molto triste una famiglia di Longiano che ha un bambino da sempre certificato e seguito a scuola sia da docenti di sostegno che da educatori scolastici. "Lui non può stare da solo a scuola, dev'essere seguito - spiega la mamma - lo scorso anno lo Stato ci aveva dato meno ore perché la scuola aveva superato il numero di ore massimo consentito, quest'anno invece, conoscendo il caso, ci ha dato 17 ore di insegnante di sostegno su 40 ore che mio figlio dovrebbe stare a scuola. Ma purtroppo la doccia fredda, quest'anno, è arrivata dal Comune che ci ha tagliato ben 6 ore. E messi come noi ci sono altri 8 o 9 bambini di Longiano che hanno scelto, per motivi personali, di andare a scuola fuori Comune". 

Mamma Luciana, non essendo soddisfatta della spiegazione "economica" data dal sindaco si è rivolta a un avvocato che ha spedito una lettera in Comune ribadendo come l'assistenza scolastica non possa prescindere da un bilancio comunale. Andare a scuola è un diritto per tutti i bambini, mentre in questo caso il figlio di Luciana quelle sei ore in cui è solo deve tornare a casa. "Me lo vado a prendere perché non può stare lì da solo e nemmeno con altre insegnanti che non conosce, ogni giorno diverse - spiega Luciana - Io apprezzo la buona volontà della scuola e delle insegnanti ma diventa difficile e poi non voglio che mio figlio sia un peso. Se gli spettano le ore, devono essere fatte. Bastava che il sindaco mi avesse detto che, per motivi economici, era costretto a tagliare un'ora a tutti i bambini con l'educatore scolastico e non tante ore a pochi bambini, proprio quelli che vanno a scuola fuori comune. Mi sembra una discriminazione, un'ingiustizia". 

E ora cosa farà? "Non voglio fermarmi - conclude la mamma - voglio andare fino in fondo perché se quest'anno me ne hanno tolte 6, magari il prossimo anno me ne tolgono 12. E' una mancanza di rispetto nei confronti dei diritti dei bambini, non solo di mio figlio".

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