Cronaca

Tagli alla giustizia, rischia il tribunale distaccato di Cesena

Approvato al Senato un testo sulla ridefinizione dell'assetto degli uffici giudiziari, e la soppressione o la riduzione delle sezioni distaccate

L'Assemblea legislativa dell'Emilia-Romagna ha approvato all'unanimità una risoluzione sottoscritta da tutti i gruppi (prima firmataria Roberta Mori, Pd) che impegna la Giunta a valutare gli effetti sul territorio del testo approvato al Senato sulla ridefinizione dell'assetto degli uffici giudiziari, e la soppressione o la riduzione delle sezioni distaccate. La risoluzione, illustrata dalla consigliera Mori,  impegna inoltre l'esecutivo regionale ad attivarsi, per quanto di competenza e in tutte le sedi opportune, affinché i criteri di riordino messi a punto siano fortemente integrati, per contribuire a limitare gli effetti distorsivi sul sistema giudiziario regionale, nonchè chiusure ingiustificate e potenzialmente lesive dell'efficacia complessiva.

Mori ha ricordato che in Emilia-Romagna "sono presenti dieci sezioni distaccate (Carpi, Cesena, Faenza, Fidenza, Guastalla, Imola, Lugo, Pavullo nel Frignano, Porretta Terme e Sassuolo) che hanno contribuito in modo efficiente all'organizzazione complessiva della geografia giudiziaria e al sistema dei servizi diffusi sul territorio regionale".

I timori riguardano anche gli uffici giudiziari di Cesena. A difesa delle sedi del Ravennate scende in campo Mario Mazzotti, consigliere Regionale del Gruppo PD in Regione Emilia-Romagna: “In Provincia di Ravenna a rischio risulterebbero dunque gli uffici di Faenza e Lugo. Auspico caldamente che, dati i requisiti di cui sono in possesso e i dati sulla loro produttività, queste due sedi distaccate possano essere mantenute anche in futuro”.

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