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Ridere fa bene alla salute: la clown terapia rende meno ansiosi i bimbi

Lo studio è stato effettuato su un campione di 78 bambini, di età compresa dai 3 agli 11 anni, che dovevano essere sottoposti ad interventi di chirurgia otorinolaringoiatrica e dermatologica

L’intervento congiunto di arte terapia e clown terapia riduce l’ansia preoperatoria dei bambini ed è apprezzato dai loro genitori. E’ quanto emerge dalla ricerca sperimentale condotta all’Ospedale Bufalini di Cesena dall'Università di Psicologia di Bologna e presentata in anteprima giovedì a Cesena, in una aula gremita di studenti e operatori della sanità, nel corso del seminario “Operazione Stop all’ansia” promosso in occasione della Settimana del Buon Vivere da Ausl, Dipartimento di Psicologia sede di Cesena, Associazione l’Aquilone di Iqbal e ArtinCounselling, con il patrocinio della Federazione Nazionale dei Clowndottori.

“Ridere, essere più sereni, fa bene alla nostra salute – ha detto Jacopo Fo, intervenuto come ospite d’eccezione -  E’ sempre più dimostrato che tutta la sfera emotiva - comprendente la nostra percezione del mondo, il nostro stato d’animo, il nostro umore - condiziona la nostra fisiologia: ridere fa aumentare i livelli di dopamina e di tutte quelle “droghe benefiche”, che il nostro corpo produce naturalmente. Ecco perché l’aspetto psicologico è così importante quando una persona si trova a dover affrontare una malattia”

I dati della ricerca  sono stati presentati dalla Prof.ssa Paola Gremigni e da Alberto Dionigi dell’Università di Psicologia che hanno condotto lo studio tra aprile e dicembre 2012, insieme all’Associazione “Artincounselling”, all’Associazione “L'Aquilone di Iqbal” e all’Ausl, con l’obiettivo comune di valutare l’efficacia di art therapy e clown terapia nel diminuire l’ansia preoperatoria dei bambini sottoposti a interventi chirurgici di otorinolaringoiatria e dermatologia.

Da gennaio 2011, infatti, grazie al progetto “Pediatria a Misura di Bambino” promosso dall’Ausl già dal 2005, è attivo anche un servizio di accompagnamento a carattere ludico rivolto ai pazienti pediatrici sottoposti ad interventi chirurgici.  Se la permanenza in ospedale e la sottoposizione ad un intervento chirurgico costituiscono per chiunque un momento di tensione, sono soprattutto i bambini che lontani dal proprio ambiente domestico e dal mondo dei giochi e degli affetti familiari, si trovano a dover affrontare un vero e proprio trauma, che genera un senso di disagio fisico e psicologico a cui si accompagna l'ansia dei genitori per la situazione del proprio figlio.

Lo studio è stato effettuato su un campione di 78 bambini, di età compresa dai 3 agli 11 anni, che dovevano essere sottoposti ad interventi di chirurgia otorinolaringoiatrica e dermatologica. Si trattava di bambini prevalentemente di sesso maschile (65%) e che potevano avere già avuto esperienze di ospedalizzazione chirurgica. Il campione è stato suddiviso in due gruppi: il gruppo sperimentale, composto da 37 bambini, ha beneficiato dell’intervento congiunto dell’Art therapists dell'associazione “Artincounselling” di Cesena e dei clown dottori dell'associazione “l'Aquilone di Iqbal” di Cesena che hanno intrattenuto i piccoli pazienti, svolgendo la loro attività espressiva e ludica dal momento del loro arrivo in ospedale fino all’accompagnamento in sala preoperatoria (insieme a genitori e personale sanitario), mentre il gruppo il gruppo di controllo, composto da 41 bambini, ha seguito la procedura standard senza fruire dell’intervento espressivo e ludico ed è stato accompagnato in sala preoperatoria solo dai genitori e dal personale sanitario.  I livelli di ansia dei bambini sono stati rilevati in due momenti: al momento dell’arrivo in ospedale e una volta in sala preoperatoria, prima di distaccarsi dai genitori.

Ebbene, i risultati della ricerca hanno mostrato come i bambini che hanno goduto dell’intervento ludico (21 nel reparto di dermatologia e 16 nel reparto di otorinolaringoiatria) hanno mostrato livelli di ansia significativamente minore in sala preoperatoria rispetto a coloro che hanno seguito la procedura standard (21 nel reparto di dermatologia e 20 nel reparto di otorinolaringoiatria). A conferma dell’efficacia e dell’apprezzamento dell’intervento espressivo e ludico, 78 genitori (34 madri e 15 padri) i cui figli sono stati inclusi nel gruppo sperimentale, hanno compilato un questionario di gradimento riportando il loro generale apprezzamento per l’attività di intrattenimento e sottolineando come sia l’intervento dell’art therapist che quello dei clown dottori sia stato di utilità nel creare un’atmosfera più rilassante e serena, attraverso una buona interazione, aiutando sia i bambini che loro stessi a distrarsi dall’ansia dell’intervento chirurgico. Inoltre, l’intervento ludico è stato ampiamente apprezzato anche dal personale infermieristico, mostrando come questi operatori del divertimento abbiano saputo integrarsi e non essere di disturbo rispetto alle pratiche mediche quotidiane.

Le arti terapie e la clown terapia in ospedale - I clowndottori dell’Associazione “l’Aquilone di Iqbal” di Cesena sono presenti in ospedale a turni settimanali per aiutare i piccoli degenti ricoverati nelle aree pediatriche e al Centro Grandi Ustionati ad affrontare più serenamente le medicazioni e le terapie attraverso l’animazione e l’umorismo, mentre le arti terapie portate avanti dai volontari dell'associazione “Artincounselling” di Cesena, sono state introdotte più recentemente per aiutare i bambini ricoverati ad esprimere lo stato d’animo, le proprie emozioni, il proprio vissuto, attraverso l’uso del disegno e delle forme, rendendo quindi la loro permanenza in ospedale più serena ed umana.

Il percorso di chirurgia pediatrica - Il percorso di chirurgia pediatrica è un programma di cura che presta la massima attenzione allo stato psicologico del bambino e della famiglia e alla qualità dell’assistenza a 360 gradi. La mattina dell’intervento gli infermieri dell’accoglienza/risveglio e di anestesia visitano i bambini insieme ai loro genitori. Durante l’incontro si presentano, informano il bambino e la famiglia sul percorso assistenziale e raccolgono i dati necessari a garantire la continuità delle cure. Due “dottori clown”, appositamente formati e in contatto con il coordinatore della Pediatria del Bufalini, intrattengono il bambino in attesa dell’intervento per fargli vivere serenamente questo momento e lo accompagnano, insieme a un genitore, all’area di accoglienza per la preparazione dell’operazione chirurgica. Il bambino e il genitore entrano insieme nella Stanza del Galeone (sala accoglienza) esterna e comunicante con il blocco operatorio.

Qui un infermiere dedicato assiste in ogni passo il bambino, mentre è cura dei volontari tranquillizzare il piccolo tenendo conto delle condizioni cliniche e dell’età. Il trasferimento del bambino in sala operatoria, avviene accompagnato eventualmente dal genitore. Durante l’intervento, l’infermiere dell’area assistenza/risveglio rimane con il genitore fornendogli tutte le informazioni necessarie per supportare la fase di risveglio del bambino e lo farà accomodare nella sala d’attesa vicina alla sala d’accoglienza. Terminato l’intervento e completata la fase di risveglio, il bambino è trasportato nella sala di post risveglio, la “Sala Delfini”, dove non appena le condizioni lo consentono, viene fatto entrare anche il genitore per rimanere con il bambino fino al momento del suo trasferimento in reparto.

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