Cronaca

Studentessa con la passione per le fotografia, le sue foto diventano gigantografie sparse per Bologna

Sono state selezionate su migliaia di altre opere di artisti diventando gigantografie disseminate per la città

Tanto vulcanica nella creatività quanto timida e riservata da arrivare a tagliare il volto dalle sue foto. Gaia Venturelli è una 22enne cesenate che tra una ventina di giorni si diplomerà all'Accademia di Belle Arti di Bologna, molto brava a dare forma alle sue passioni: disegno, fotografia e animazione e, nonostante la giovane età, a realizzare progetti artistici di un certo livello.

Basta dire che discuterà una tesi su un gioco da tavola chiamato "72 ore", pensato e progettato col suo amico Ivan Gridelli, laureato in matematica, e che verrà presentato a varie case editrici interessate ai giochi da tavola. Si tratta di un gioco ambientato in un intervallo di tre giorni (per l'appunto 72 ore) dove ogni giocatore rappresenta un viaggiatore del tempo e ogni casella vale un'ora. Un gioco che mette sul tavolo, mescolandoli, concetti fisici, esistenziali e di organizzazione: praticamente la vita. "L'abbiamo pensato durante il lockdown - spiega Gaia - proprio perché non potevamo più trovarci intorno a un tavolo a giocare. Ci è mancato molto e così è arrivata l'idea di inventarne uno".

Sempre durante il primo lockdown Gaia, annoiandosi molto, si è messa a fare foto con una macchina fotografica digitale su cui ha montato un obiettivo manuale ereditato dalla madre. Foto molto particolari che, alla fine, ha messo in un calendario da regalare ad amici e parenti ma due di quelle foto, inviate al festival di Bologna sui poster chiamato "Cheap" che quest'anno aveva come tema il corpo, sono state selezionate su migliaia di altre opere di artisti diventando gigantografie disseminate per la città. Non contenta, Gaia ha anche illustrato il libro di poesia "Momenti sospesi" che, nato per raccogliere le emozioni nate nel primo lockdown da Covid, ha già raccolto 2500 euro da destinare all'ospedale Bufalini per acquistare una vasca da parto. Senza citare le scenografie agli spettacoli teatrali della compagnia "Mercanti di sogni" con cui ogni tanto collabora.

E nel futuro? "Ho iniziato a lavorare all'animazione, tipo cartoon - spiega Gaia - e mi piace veramente molto. Sono contenta di aver capito fin da piccola cosa mi piaceva fare e di aver trovato la mia dimensione. Nel futuro mi piacerebbe restare nel campo dell'editoria o dell'animazione e comunque dell'arte in generale perché, nonostante il momento triste che stanno vivendo teatri, cinema e luoghi della cultura, penso che sia uno dei motori principali della vita".  

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