Strade vicinali: allo studio nuovi strumenti per garantirne la manutenzione

Tali si estendono per 293 chilometri (mentre le strade comunali si sviluppano per 578 chilometri) e costituiscono una parte preponderante dei collegamenti nelle zone rurali

Individuare nuovi strumenti per garantire la manutenzione delle strade vicinali. Questo l’obiettivo della delibera di indirizzo predisposta dall’Amministrazione Comunale che sarà esaminata lunedì prossimo dalla commissione consiliare per approdare poi in Consiglio Comunale. La questione non è di poco conto. Basti pensare che a Cesena a fronte di una rete stradale complessiva di circa 900 chilometri, le strade vicinali sono quasi un terzo.

Tali si estendono per 293 chilometri (mentre le strade comunali si sviluppano per 578 chilometri) e costituiscono una parte preponderante dei collegamenti nelle zone rurali, sostenendo un traffico che va ben oltre all’accesso dei fondi affacciati su di esse. “Consapevole del ruolo svolto dalla rete vicinale, - sottolinea il Sindaco Paolo Lucchi - l’Amministrazione finora ha affrontato la questione procedendo soprattutto sul versante delle acquisizioni: così negli ultimi 10 anni sono entrati a far parte del demanio comunale circa 55 km di strade vicinali (scelte da una graduatoria stilata sulla base di diversi parametri relativi all’uso pubblico delle strade interessate), con un esborso da parte del Comune di circa 2 milioni e 410mila euro per incamerarle, ma anche per il loro adeguamento e la sistemazione".

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"Ma oggi questa soluzione non è più praticabile, per la contrazione delle risorse pubbliche, ma anche perché di mano in mano che si procede nella graduatoria, le strade da acquisire si presentano in condizioni peggiori e richiederebbero investimenti molto più cospicui - continua il sindaco -. Per il solo adeguamento agli standard delle strade comunali connesso alla loro acquisizione, l’Amministrazione dovrebbe sostenere un costo iniziale di circa 20 milioni di euro, a cui andrebbero aggiunti i maggiori costi di manutenzione ordinaria negli anni successivi. Per superare l’ostacolo e assicurare comunque una adeguata gestione del sistema di viabilità vicinale, si è pensato di utilizzare lo strumento dei Consorzi stradali, favorendo lo sviluppo della loro attività e l’eventuale costituzione di nuovi Consorzi, e promuovendo l’adesione ad essi: infatti, attualmente solo 74 chilometri di strade vicinali – pari al 25% del totale – sono consorziati per la gestione delle manutenzioni”.

“In questo modo – spiega l’Assessore ai Lavori Pubblici Maura Miserocchi - si garantirebbe un supporto più facile e snello ai lavori di manutenzione e soprattutto  un sistema organizzato, in grado di far fronte alle situazioni ordinarie e straordinarie. Questo aspetto ha pesato molto nella riflessione che ci ha portato alla definizione delle nuove linee di indirizzo. L’assenza di un sistema organizzato per la manutenzione, infatti, non solo determina una carenza nel controllo e gestione del territorio, con conseguente ammaloramento delle strade, ma anche maggiori difficoltà d’intervento in situazioni di emergenza. Lo abbiamo sperimentato direttamente durante le nevicate di febbraio: mentre le strade vicinali consorziate hanno potuto contare sul Consorzio stesso per organizzare l’intervento dei mezzi spalaneve, lungo le vicinali non consorziate la mancanza di un servizio di sgombero neve ha determinato numerose situazioni critiche, rendendo necessario l’intervento della Protezione Civile comunale, dei Vigili del Fuoco, ecc.”.

In sostanza, le linee guida proposte dall’Amministrazione prevedono la promozione e lo sviluppo dei Consorzi stradali riuniti, con la sottoscrizione di un’apposita convenzione, per consentire di affrontare in modo organico la gestione delle strade vicinali. Si comincerà con l’aggiornamento del censimento compiuto a suo tempo, per verificare il mantenimento della funzione pubblica delle strade, tenendo conto sia dell’effettivo ruolo collegamento con la rete stradale, sia del profilo turistico – ambientale. In questo modo saranno identificate anche le strade che non ricoprono più una funzione pubblica (ad esempio, quelle a fondo cieco o quelle non più praticabili dal traffico veicolare) in modo da classificarle correttamente come vicinali private, con tutte le conseguenze del caso.

Il passo successivo sarà di definire, all’interno delle vicinali con funzioni pubbliche, quelle per le quali è da considerare prioritaria la formazione del consorzio in sede volontaria. Dal canto suo, il Comune per supportare questo iter, privilegerà la partecipazione alle spese di manutenzione sostenute dai Consorzi, con contributi fino al 50% della spesa sostenuta, mentre alle strade vicinali non consorziate, per gli interventi svolti direttamente dai privati, saranno destinate quote per un massimo del 20 %.

 “Per intraprendere questo percorso – aggiunge l’Assessore alo Sviluppo del Territorio Matteo Marchi - sarà necessario innanzitutto il confronto con la Consulta Agricola e con i quartieri, per aggiornare in modo puntuale il censimento delle strade vicinali, e poi per definire, di volta in volta, le linee di priorità rispondenti alla situazione reale”.

 

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