Alle spalle alcol, droga e rapine: 23enne cerca il riscatto in Romagna con il rap

Quella di Jhonny è una storia di riscatto personale, in Romagna ha trovato la sua seconda chance

Jhonny Cirillo

Mai come in questo momento il mondo del rap è sotto la luce dei riflettori per la tragedia di Corinaldo, in provincia di Ancona, in cui hanno perso la vita sei persone che si trovavano al concerto di Sfera Ebbasta. Quella di Jhonny Cirillo, rapper 23enne, è invece una storia di riscatto personale tutta da raccontare. Un percorso, in cui non mancano episodi drammatici, che lo ha portato da Scafati in Campania alla comunità di recupero San Maurizio di Borghi. 

"Sono nato in Italia - racconta Jhonny - della mia famiglia biologica so davvero poco. Mia madre di origine somala, con problemi di tossicodipendenza, mi ha abbandonato subito dopo il parto. Non l'ho praticamente mai conosciuta. Dopo 40 giorni dalla nascita sono stato adottato da una famiglia di Scafati, in provincia di Salerno". Una città che per Jhonny si rivela fin da subito problematica. "Da ragazzino venivo emarginato e preso di mira per il colore della mia pelle, inizialmente l’integrazione non è stata per niente facile e questo ha fatto covare in me una sorta di rabbia verso tutti, anche verso la mia famiglia adottiva, che voleva solo portarmi sulla strada giusta". E' proprio in questo periodo che il ragazzo inizia ad avvicinarsi ad alcol e droga.

"Ho iniziato a bere per divertimento, per sentirmi più sicuro, ma sono stato letteralmente travolto dall’alcol. In breve tempo è diventato il mio rifugio segreto quando mi sentivo giù di morale". La vita di Jhonny imbocca la strada sbagliata e arriva anche la droga. "Ho cominciato con la cocaina per colpa di un amico, ma anche per la mia fragilità. Non sono riuscito a dire di no". 
Il giovane vive lunghi periodi di semi-incoscienza a causa dell'abuso di alcol e cocaina, fino all'episodio più grave che poteva avere risvolti ben più tragici. "Ero stato ricoverato in una clinica perché avevo dato in escandescenza in preda ai fumi dell'alcol. Sono riuscito a scappare e avevo deciso di farla finita ma non ho avuto il coraggio di buttarmi sotto un treno". "Poi ho deciso che mi sarei sparato - racconta il giovane rapper - ma avevo bisogno di una pistola. Per questo munito di un coltello ho fatto una rapina in una gioielleria. Dopo aver fatto razzia di tutto quello che avevo trovato sono fuggito in preda alle allucinazioni, ero fatto di cocaina. Con i Carabinieri alle calcagne mi sono arrampicato su un balcone e sono caduto. E' stata una caduta tremenda, sono stato due giorni in coma".

E' sicuramente questo il momento in cui Jhonny tocca il fondo. Il ragazzo si sveglia dal coma e passa dall'ospedale al carcere, poi ai domiciliari e infine in comunità. Ad accoglierlo è la Romagna, in particolare la comunità San Maurizio di Borghi. "L’impatto iniziale è stato tragico, all’inizio ti tolgono tutto, sia beni materiali  che affettivi, sei da solo con gli altri ragazzi e gli operatori, non hai un telefono, non hai internet, non hai nulla che ti possa collegare con l'esterno, i primi sei mesi è come ricominciare la tua vita da zero, solo dopo un anno ho capito che serve per riavvicinarti alla vita reale". 

"La Romagna è la terra che mi ha accolto e che mi piace molto, - spiega Jhonny - nell'ultimo periodo posso uscire qualche ora dalla comunità". A volte non mancano i pregiudizi. "Ho provato a cercare lavoro ed è estremamente difficile, molti ti guardano con sospetto per via della pelle nera ma in realtà io sono italiano". Ancora oggi per Jhonny le restrizioni in comunità sono tante. "Mi trovo al terzo modulo, quello del reinserimento sociale, alle 23 c'è il coprifuoco - sorride - di giorno sono impegnato con un lavoro part-time e con l'attività di volonatariato in una casa di riposo. All'inizio è stata davvero dura, per sei mesi non ho potuto vedere la mia famiglia, ma grazie alla comunità oggi sono un ragazzo migliore".

Ormai alcol, droga e rapine sono solo un brutto ricordo, Jhonny Cirillo sogna di sfondare nel mondo del rap. L'agenzia riminese Trasmetto.it ha deciso di scommettere su di lui lanciando il suo primo brano "Serpe" girato a Rimini. "Peroz (32enne rapper riminese ndr) è stato il primo a credere in me, mentre il rapper a cui mi ispiro è Izi". Artista genovese che come lui ha vissuto un'adolescenza a dir poco travagliata. "A differenza degli altri rapper che parlano di cose viste nei film, io voglio raccontare la vita reale, sia nel bene che nel male, ma soprattutto quello che ho vissuto e ho provato sulla mia pelle".

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