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Lunedì, 17 Giugno 2024
Cronaca

"La gatta è malata e 'prigioniera' in una gabbia, la signora la adora ma non riesce ad adottarla"

Tutto la storia ruota intorno ad una gatta ammalata e ad una signora che muore dalla voglia di adottarla e portarsela a casa

L'amore per i gatti ed in generale per gli animali da compagnia accomuna tante persone, arriva in redazione una storia che viene raccontata da Maria Angela Baiardi dell'associazione Protezione Animali Ambiente. Tutto parte da una domanda: "Cosa deve fare una cittadina onesta per adottare una gatta ammalata dal gattile Enpa di Cesena?" Tutta la storia ruota intorno ad una gatta ammalata e ad una signora che potremmo definire 'gattara' che muore dalla voglia di adottarla e portarsela a casa.

"La signora ha chiesto più volte l’adozione di quella micia che ora è ammalata, impegnandosi a curarla a spese proprie alleggerendo il peso economico sulla collettività, venendo il Gattile finanziato in larga misura con i soldi pubblici dei cittadini cesenati, ma al Comune neanche questo interessa. Una vecchia gatta ammalata non ha diritto di vivere gli ultimi mesi della sua vita in famiglia con chi le e’ affezionata? La gatta è trattenuta perché la responsabile sanitaria del gattile non vuole darla", questo secondo quanto afferma Baiardi.

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Ripercorsa la vicenda: "Nel 2020 la gatta in questione, 'occhi tristi' che la signora Rosanna ha chiamato 'Mia' era scappata dal gattile e per un paio di anni è rimasta nelle adiacenze dove veniva alimentata da lei a proprie spese, poi sana, senza segni di patologie evidenti, nel settembre 2022 venne prelevata improvvisamente da personale del Gattile, dall'area in cui viveva libera, adducendo non meglio specificati motivi di sicurezza per l'animale. La signora Rosanna ne richiese nuovamente la liberazione, o in alternativa la possibilità di adottarla, possibilità che le venne prontamente e reiteratamente rifiutata". 

"La gatta è così rimasta all'interno del Gattile senza alcuna possibilità di venire adottata. Ma Rosanna è andata a visitare  la micina per accarezzarla e per vederla attraverso la rete del gattile mantenendo quel rapporto che avevano instaurato negli anni di libertà. Affetto reciproco, come testimoniato da chi le ha viste insieme ,affetto che nessun burocrate può’ negare. Improvvisamente, a inizio aprile 2024, l'animale è stato posto all'interno di una gabbia per motivi di salute, spiegando che altrimenti non avrebbe potuto effettuare le dovute terapie. La signora Rosanna, volontaria 'gattara' che da anni si occupa dell'assistenza a gatti randagi e malati del territorio comunale, con dedizione e impegno, si è allora generosamente proposta di prendersi cura dell'animale al proprio domicilio, garantendo di offrirgli tutta l'assistenza medica necessaria a proprie spese, per sottrarlo alla situazione di detenzione in gabbia o di box in cui versa e garantirgli il calore di una casa". 

"A due mesi di distanza stanno continuando a negarle l'adozione", secondo Baiardi che lamenta che "il Comune si è dimostrato ancora una volta disinteressato a tutelare le richieste di sue cittadine e alla tutela di animali di cui dovrebbe garantire la miglior qualità di vita possibile. Dal Comune è stato risposto di "considerare l'adozione di un altro gatto. A tutt'oggi l'animale continua la sua permanenza in gattile negandogli la possibilità di un'adozione amorevole. Tutto questo è inspiegabile e avvolto dall'ombra", conclude Maria Angela Baiardi.

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