Geo, ricordiamolo prima della demolizione: ecco i 36 anni della sua storia

Con la prevista demolizione dell'ex discoteca Geo più di una generazione dirà addio ad un "luogo del cuore", più di una generazione perché il Geo - poi Mesibisco e Gheodrome - ha attraversato la giovinezza dei cesenati, dal 1967 al 2003

Con la prevista demolizione dell’ex discoteca Geo di San Mauro Mare più di una generazione dirà addio ad un “luogo del cuore”, più di una generazione perché il Geo – poi Mesibisco e Gheodrome – ha attraversato la giovinezza di moltissimi cesenati, dal 1967 al 2003, vale a dire ben 36 anni di serate, feste e concerti. Al Geo sono sbocciati amori poi trasformatisi in matrimoni, al Geo intere generazione legano bei ricordi di gioventù.

VERSO LA DEMOLIZIONE. L’edificio chiuso della discoteca è da circa dieci anni è in preda al degrado, quasi scivolato nel dimenticatoio. Ora sarà demolito per lasciare spazio nuove villette al mare. E dire che su quel palco salirono miti internazionali come i Genesis, ma soprattutto i grandi dell’Italia dell’epoca, da Modugno a Battisti. Nessuno ha realmente serbato una memoria storica completa di questo locale, ci proviamo noi con un seppure parziale “memorabilia”, grazie al proprietario che ha tenuto per mano il Geo per quasi tutta la sua esistenza, vale a dire Pietro Bevitori, storico patron assieme a Guerrino Galli (deceduto da anni), dei locali della notte. Il Geo, infatti, fu quasi sempre proprietà di Galli&Bevitori, quelli dell’Altromondo Studios di Rimini.

Bevitori oggi ha 72 anni, ha rappresentato negli anni d’oro della Riviera il sindacato dei locali da ballo (“Eravamo in seimila negli anni Ottanta-Novanta, oggi siamo 2.200”, spiega), era nei “giri” musicali, all’estero, come a Roma, Milano e Sanremo, e grazie a queste conoscenze portò al Geo gli artisti di punta dell’epoca. La serate del Geo portavano a San Mauro anche 3.000-3.500 persone a botta, tanto era la capienza del locale. La discoteca era meta in particolare dal Cesenate: avendo la stessa società anche l’Altromondo Studios a Rimini non andò mai a promuovere più di tanto il Geo verso la zona sud della Riviera.

I CONCERTI. Negli anni ’70 il Geo portò il marchio di fabbrica dei grandi concerti: “Vennero tantissimi artisti, i più grandi di allora: da Modugno a Battisti, da Venditti a De Gregori. Ma anche star internazionali: i Genesis, i Jethro Tull”. Ricordi particolari? “Sì – continua Bevitori – Battisti, come è noto, era molto timido e si ritrovò il classico assedio dei fan davanti al porta, centinaia di persone. Dovetti farlo entrare dal retro, da una finestra, procurandomi una scala a pioli. E poi i Genesis, ognuno chiaramente ha i suoi gusti personali, ma a me in quel concerto fecero venire la pelle d’oca musicalmente parlando”.

I MITICI ANNI 80 – Il Geo non si sedette mai sugli allori: nel 1983 venne completamente rinnovato. Erano gli anni in cui sulla Riviera Romagnola se non prenotavi mesi in anticipo non trovavi neanche un posto letto nell’entroterra. E le discoteche erano un tassello fondamentale del divertimento. Il locale viaggiava a pieno regime, sempre pieno.

LE TRASFORMAZIONI DEGLI ANNI 90 – Poi anche il Geo, negli anni ’90, deve fare il tagliando. “I tempi cambiano, i locali vanno rinnovati e ti devi adeguare”, spiega sempre Bevitori. In quegli anni, quindi, si inizia anche a cambiare i nomi del locale a seconda della serata. Al più che ventennale Geo, subentra il nome Mesibisco e poi negli ultimi anni Gheodrome, ma solo per la musica di tendenza. “Musica house, techno – sempre Bevitori – andò avanti per sette o otto anni”. Ma senza rinunciare al pubblico dei sedicenni, che allora in discoteca ci andavano la domenica pomeriggio. Nel 1997 ci fu un devastante incendio. “Me lo ricordo – continua Bevitori -. Non fu colpa di nessuno: dei fari lasciati accesi incendiarono delle poltroncine ammucchiate in un punto. L’incendio fu distruttivo”. Tuttavia la struttura venne presto risanata e restaurata, anche se i segnali della crisi si avvicinavano.

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LA CRISI DEI LOCALI DA BALLO. “Anche il Geo risentì della crisi di questo tipo di locali. Nel giro di pochi anni gli incassi tornarono ai livelli di 15-20 anni prima”, illustra Bevitori, che tuttavia non si scompone. “E’ stata la crisi di tutta la Riviera”, continua. La decisione è stata quindi quella di cedere il locale ad una società immobiliare. Locale che, comunque, fino a quel momento, era ancora aperto al pubblico. Il rogito è datato 2002-2003. Poi la musica si è spenta. Il locale è diventato preda di ladruncoli e rifugio di balordi e senza tetto. Il resto è storia recente. “Ci passo poco da lì ora – conclude Bevitori – ma quando ci passo vedo la struttura abbandonata e provo un brivido di dispiacere".

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