Stop alla distribuzione diretta dei farmaci in ospedale? Federfarma: "Nessun costo in più"

“L’interrogazione presentata dai 5 stelle, che accusa la distribuzione per conto nelle farmacie di far lievitare la spesa pubblica, è assolutamente infondata"

“È singolare che proprio il Movimento 5 Stelle, che non perde occasione per dichiararsi dalla parte del cittadino, si scagli contro un accordo a tutto vantaggio dei cittadini stessi”: così il Presidente di Federfarma Emilia Romagna, Achille Gallina Toschi, rispetto alla richiesta di Raffaella Sensoli ed Andrea Bertani, consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle, che chiedono alla Regione Emilia-Romagna di fare marcia indietro sull’accordo che favorisce la distribuzione dei farmaci nelle farmacie al posto della distribuzione diretta nelle farmacie ospedaliere nel territorio di Forlì-Cesena.
 
“L’interrogazione presentata dai 5 stelle, che accusa la distribuzione per conto nelle farmacie di far lievitare la spesa pubblica, è assolutamente infondata – sostiene Toschi - . Con l’intesa sulla distribuzione dei farmaci per conto la Regione Emilia-Romagna ha dimostrato invece di voler garantire ai cittadini un servizio moderno e di aver compreso il ruolo fondamentale delle farmacie come insostituibile presidio sanitario”. Continua la nota: “La firma dell’accordo permette a circa 100mila cittadini di poter trovare nelle farmacie più vicine a casa i farmaci prima reperibili solamente nei punti di distribuzione ospedalieri e non comporta alcun aggravio per la spesa pubblica perché – come sancito già nell’accordo siglato tra Regione Emilia-Romagna e Federfarma nel giugno del 2014- sposa il potere contrattuale delle Asl nell’acquisto dei farmaci con la capillarità territoriale delle farmacie nella distribuzione degli stessi. La ASL acquista al prezzo più basso e le farmacie distribuiscono”.
 
“Laddove è stato interamente applicato, ossia laddove la Distribuzione Diretta è stata completamente trasformata in DPC (Distribuzione per Conto), l’accordo ha dato esiti estremamente positivi in termini di risparmio di costi e di qualità di servizio, ed una garanzia di assoluta trasparenza della spesa. A ciò si aggiungono gli evidenti vantaggi per i cittadini, non più costretti a spostarsi anche di 20-30 km per reperire i farmaci nelle farmacie ospedaliere (con orari spesso ridotti), grazie alla disponibilità dei medesimi nelle farmacie distribuite capillarmente su tutto il territorio, anche nei comuni più piccoli”, continua.
 
“Quanto alla posizione della Corte dei Conti – aggiunge il Presidente regionale di Federfarma - vero è che si è espressa ancora di recente sul tema. Ma vorrei evidenziare che - nella relazione con cui il procuratore generale, Claudio Galtieri, ha accompagnato a fine giugno la presentazione del Rendiconto generale dello Stato per il 2016 -  è stato evidenziato senza mezzi termini che – cito testualmente - «la diretta rappresenta una significativa criticità». Vorrei ricordare, infatti, che il ruolo della farmacia è anche quello di informare i cittadini aiutandoli nell’aderenza alle terapie e fornendo loro servizi, consigli e informazioni per la salute”.

“Chiunque abbia fatto esperienza di distribuzione diretta nelle farmacie ospedaliere potrà confermare che in molti casi farmaci – anche molto costosi – vengono forniti al momento della dimissione ospedaliera per fronteggiare periodi di cura anche lunghi. Ma chi controlla che quelle terapie vengano poi effettivamente seguite, e nel modo corretto? Accade frequentemente che vengano restituiti alla farmacia farmaci inutilizzati per cambio terapia o altre indicazioni. Vogliamo parlare del costo di questo per la collettività? Anche per questo stento a comprendere il presunto malessere dei medici di base, anche questi tirati in ballo dai 5 stelle: certo i cambiamenti di norme ci costringono a riaggiornarci sulle procedure, ma sono certo che i medici di base riconoscano nella figura del farmacista un grande alleato quando si parla di aderenza alle terapie e nella capacità di essere di supporto alle fasce spesso più deboli della popolazione. Non a caso la Federazione Italiana Medici Medicina Generale si è schierata al fianco di Federfarma nella battaglia per riportare i farmaci nelle farmacie”.

“Alla luce di tutto questo, auspico dunque un dialogo aperto e costruttivo con i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle e tutte le forze politiche e istituzionali, finalizzato al benessere dei cittadini e della collettività. La distribuzione dei farmaci nelle farmacie territoriali, assieme all’accelerazione della messa a sistema della ricetta elettronica che renderà tutto il sistema più trasparente e mappabile, sono snodi  ineludibili per una sanità moderna, in grado di garantire una presenza capillare del servizio sanitario sul territorio, soprattutto a vantaggio dei piccoli centri, spesso penalizzati dal progressivo venir meno della rete dei servizi di natura sociale”.

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