Stato di agitazione della Polizia locale, il Sulpl protesta: "Esclusi dal tavolo sindacale"

"LAmministrazione persevera nel rifiutare palesemente il dialogo e il confronto con noi"

Non si placa il caso che riguarda lo stato di agitazione della Polizia locale di Cesena. A tornare sul tema Il Segretario Provinciale del Sulpl di Forlì-Cesena Miriam Palumbo.

"Lunedì 20 luglio alle ore 18.30 le OO.SS. tutte sono state convocate per  una commissione consiliare, grazie al M5S di Cesena che ha presentato la richiesta di convocazione della prima commissione, per affrontare l'argomento dello stato di agitazione della Polizia Locale in sede istituzionale; stato di agitazione che ricordiamolo è stato proclamato unitariamente dalle quattro OO.SS. perchè l'Amministrazione di Cesena, per mera scelta politica, ha deciso di negare un diritto ai Lavoratori (festivo infrasettimanale). Cosa ha pensato di fare l'Amministrazione? Convocare per la mattinata del 20 luglio Cgil-Cisl e Uil, per un tavolo sindacale che tratterà nello specifico le problematiche della PL, escludendo volutamente il SULPL che è il Sindacato di Categoria maggiormente rappresentativo. Quindi questa Amministrazione persevera nel riufiutare palesemente il dialogo e il confronto con noi, evidentemente per paura e anche per mancanza di volontà di risolvere davvero i problemi; è chiaro ed evidente che convocando solo i confederali vuole anche spaccare il fronte sindacale".

"Probabilmente ci riuscirà se i confederali decideranno di presentarsi a quell'incontro, ma ha trascurato il fatto che il SULPL porterà avanti da solo lo stato di agitazione della Polizia Locale, senza a questo punto fare sconti di sorta. Si coglie l'occasione di sollecitare  l'Amministrazione a rispondere entro e non oltre i termini di Legge anche sulla questione da noi posta riguardo alla destinazione delle quote ai Fondi Pensionistici scelti dai Lavoratori (non meno importante dei festivi infrasettimanali). Le scelte di questa Giunta purtroppo, potrebbero ricadere sui cittadini, sia in termini di disagio che in termini economici. Disagio inevitabile nel caso in cui l'Amministrazione ci costringesse ad indire uno sciopero della PL (ipotesi non più così remota) e in termini economici poichè i Comuni pagano con soldi pubblici, e quindi dei cittadini i contenziosi giudiziari".

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