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Stangata rifiuti, otto sindaci si ribellano: "Procederemo ad azioni legali"

Quasi tutti i sindaci dell'Unione Rubicone e Mare non hanno intenzione di recepire gli aumenti alla tariffa rifiuti deliberati da Atersir

Quasi tutti i sindaci dell’Unione Rubicone e Mare non hanno intenzione di recepire gli aumenti alla tariffa rifiuti deliberati da Atersir: la rimodulazione delle tariffe per tutti i Comuni - nell’ordine del 5-7 per cento - trova la netta opposizione di otto primi cittadini su nove. Per questo diversi comuni hanno scelto di opporsi o facendo saltare dall’ordine del giorno degli imminenti consigli comunali il punto relativo all’approvazione delle tariffe,  o portando comunque la proposta in consiglio comunale ma poi bocciandola o approvandola (per motivi contabili) ma con specifiche contestazioni nelle relative delibere. Tutti e otto si sono in ogni caso riservati di valutare azioni per via legale.
 
“Abbiamo manifestato a più riprese - spiega il presidente Filippo Giovannini - e nelle sedi opportune, ossia nei consigli locali del 13 e 21 marzo la nostra contrarietà rispetto ad un atteggiamento poco collaborativo e ad una determinazione del Piano economico finanziario 2017 che non trovava riscontro nei documenti e nelle esperienze dei singoli comuni: abbiamo ipotizzato soluzioni e posto domande di chiarimento che hanno generato a loro volta ulteriori dubbi e interrogativi”.
 
“Abbiamo il dovere - precisa il sindaco di Roncofreddo Massimo Bulbi, che dell'Unione Rubicone e Mare è rappresentante in Atersir - di conoscere il dettaglio degli incrementi dei costi di tutte le voci che compongono il Pef per essere chiari e trasparenti con i nostri cittadini; visto che ad oggi non ci è stato né spiegato né comunicato nulla di tutto questo impugneremo il provvedimento e procederemo per vie legali". 
 
“Oltre a gravare pesantemente sulle tasche dei cittadini – spiegano i sindaci – questa scelta non rende più trasparente la determinazione dei costi, anzi sembra voler ignorare gli sforzi fatti dai Comuni per incentivare la raccolta differenziata e calmierare così i costi. La nostra richiesta è il solo  adeguamento Istat alle tariffe dell’anno scorso, in modo da tutelare in maniera trasparente chi si è impegnato a limitare la produzione di rifiuti”.

 
Più sfumata la posizione del sindaco di Cesenatico: nel suo Comune le nuove tariffe vengono recepite,  ma il primo cittadino Matteo Gozzoli si unisce agli altri sindaci nel sottolineare come “nonostante i dati migliorativi per Cesenatico nel 2017 ho rilevato anche io  - dichiara - una scarsa trasparenza nei numeri forniti dal gestore che hanno colto tutti di sorpresa”. 

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