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Martedì, 7 Dicembre 2021
Cronaca

Fisco vorace per le Fondazioni bancarie, Piraccini: "Ridurremo del 30% le attività sociali"

Il 16 ottobre scorso il Consiglio dei Ministri ha approvato il disegno di Legge di Stabilità 2015 che, fra l'altro, prevede una disposizione destinata ad avere un impatto diretto sulle fondazioni di origine bancaria, poiché aumenta la base imponibile

In arrivo un inasprimento fiscale sulle attività delle fondazioni bancarie. A segnalare con disappunto la novità è il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Cesena Bruno Piraccini. Il 16 ottobre scorso il Consiglio dei Ministri ha approvato il disegno di Legge di Stabilità 2015 che, fra l’altro, prevede una disposizione destinata ad avere un impatto diretto sulle fondazioni di origine bancaria, poiché aumenta la base imponibile composta dai dividendi azionari dal 5% al 77,74%. In altri termini questo significa che l’imposta dovuta viene portata dall’attuale 1,38% (ossia il 27,5% del 5%) al 21,38% (ossia il 27,5% del 77,74%).

Sempre Piraccini: “Inoltre, secondo le notizie sinora disponibili, l’incremento della tassazione sarebbe applicato anche sui dividendi percepiti dal 1° gennaio 2014 e quindi con effetto retroattivo. La misura è destinata ad avere effetti particolarmente pesanti per quelle fondazioni minori che, come la Fondazione di Cesena, hanno mantenuto nel proprio portafoglio (e anche accresciuto nel tempo) l’intera partecipazione detenuta nella cosiddetta società bancaria conferitaria, cioè nella banca dalla quale, al tempo della riforma Amato-Carli del 1991, le fondazioni stesse sono sorte. Ciò significa, per la Fondazione di Cesena, che la quasi totalità dei ricavi proviene dai dividendi distribuiti dalla Cassa di Risparmio, che è rimasta banca locale essenziale per lo sviluppo del territorio”.

Tuttavia, i ricavi, una volta coperte le spese di funzionamento dell’ente, sono destinati a sostenere le iniziative, proprie e altrui, da realizzare sul territorio nei diversi settori in cui la Fondazione opera: assistenza agli anziani, sanità, istruzione, ricerca scientifica, cultura. Questi interventi, sia pure ridimensionati a seguito della crisi economica e della generalizzata riduzione delle risorse finanziarie disponibili, sono stati e sono importanti soprattutto per contribuire a favore delle iniziative a più accentuata valenza sociale.

Spiega quindi Piraccini: “Se le misure previste dalla Legge di Stabilità saranno confermate e approvate la Fondazione di Cesena, la Fondazione dovrà ridurre del 30% circa l’entità delle risorse da destinare al territorio. Ogni aumento di tassazione su questi redditi comporterà inevitabilmente sottrazione di risorse a sostegno della comunità, si cui gravano già pesantemente gli effetti della crisi economica. Inoltre con la riduzione degli interventi delle fondazioni vengono meno interventi di carattere sociale, spesso attuati a integrazione e in sostituzione dello stato e degli enti pubblici territoriali. La Fondazione Cassa di Risparmio di Cesena auspica che sia adeguatamente rivista una misura che sarebbe di dubbia legittimità costituzionale e avrebbe effetti iniqui sul piano sociale, in un momento in cui la loro attività è essenziale per contenere, soprattutto per le fasce più deboli della popolazione, gli effetti della grave crisi economica in atto. A questo fine la Fondazione confida che i parlamentari espressi dal territorio, che hanno certamente presenti le finalità e gli effetti dell’azione delle fondazioni e segnatamente di quella cesenate, facciano valere queste considerazioni nelle dovute sedi istituzionali”.

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