Stalla della vergogna, il sindaco: "Turroni, quello che non voleva la diga di Ridracoli?"

Sostiene Baccini: “La questione messa in risalto rappresenta una triste e grave situazione in cui al problema del benessere animale si somma quello della situazione personale del titolare dell’azienda"

Sulla vicenda della stalla della vergogna a Crocesanta, dove si sarebbero verificati decessi di animali per l'abbandono e la denutrizione, portata alla luce dai Verdi di Forlì-Cesena, il sindaco di Bagno di Romagna risponde alle polemiche. Lo fa con una nota che arriva dopo tre giorni dallo scoppio del caso. Sostiene Baccini: “La questione messa in risalto rappresenta una triste e grave situazione in cui al problema del benessere animale si somma quello della situazione personale del titolare dell’azienda, che stiamo gestendo con estrema cura e attenzione da oltre due anni”. 

“Se Turroni, invece di tirare in ballo gnomi e nani, dando sfoggio di un’ironia deprimente avesse invece messo a frutto la media esperienza che ciascun senatore dovrebbe avere, si sarebbe informato prima di tutto sul reale stato dei fatti e sulle azioni intraprese, ciò che gli avrebbe permesso di accorgersi che le fotografie utilizzate sui giornali si riferiscono ad una situazione inattuale e non più rispondente alla realtà. Ciò che mi preme sottolineare in primo luogo, infatti, è la reale condizione delle bestie che in questo momento sono al pascolo ed hanno visto migliorare le proprie condizioni di salute e custodia. Un miglioramento reso possibile grazie all’attività ed alla collaborazione messa in atto in questi mesi da tutte le autorità competenti. Di fatto,Turroni e i Verdi di Forlì dovrebbero sapere che la questione è gestita ormai da mesi dalla magistratura competente, che ha disposto un’ordinanza di sequestro del bestiame affidandone la custodia ai veterinari dell’Ausl, che ne hanno preso il controllo e l’affidamento”.

“Non solo.  Ma è necessario far sapere che il tutto è partito il 20 aprile 2015, quando – dichiara Baccini – ho personalmente partecipato insieme agli Ufficiali del Corpo Forestale dello Stato ed ai veterinari dell’Ausl ad un blitz in azienda per andare di persona a verificare la reale condizione della stalla, delle bestie nonché l’atteggiamento del titolare. Turroni infatti dovrebbe sapere che i sindaci non sono adagiati dietro una scrivania, ma hanno il coraggio di sporcarsi anche di letame per risolvere le situazioni dei propri cittadini e lo fanno con interesse, passione e orgoglio. Dopo un primo periodo di miglioramento della gestione degli animali, in cui il titolare aveva posto in essere le azioni impartite dal personale dell’Ausl, la situazione è nuovamente regredita, tanto che io stesso – ribadisce il Sindaco – ho nuovamente preso in mano la situazione perché il problema venisse nuovamente affrontato”.

“Il 31 marzo 2017 ho organizzato un incontro in Comune alla presenza dei familiari del titolare dell’azienda, dell’assistente sociale dell’Unione Valle Savio, del delegato del Centro di Assistenza Mentale, degli Ufficiali del Corpo Forestale dello Stato, dei veterinari dell’Ausl, dei rappresentanti delle associazioni agricole C.I.A. e Coldiretti, al fine di adottare delle soluzioni a tutela della salute del bestiame e del titolare dell’azienda, che i fatti dimostravano in forte difficoltà nel gestire la stessa. A fronte dell’incapacità e impossibilità dei familiari di gestire in proprio l’azienda, ne è seguito il sequestro giudiziario delle bestie e l’affidamento della loro custodia e controllo all’Ausl, che ci risulta stia monitorando la situazione in loco talora anche 3 volte alla settimana. Dal lato personale del titolare, invece, non ho ricevuto alcuna relazione o richiesta da parte del medico di base, pur sollecitato da più parti a prendere in esame la situazione, che premettesse un mio intervento”.

“Al riguardo, un altro aspetto fondamentale è da spiegare a Turroni, che – nonostante la sua esperienza – dimostra di non conoscere. La legge comunitaria e la normativa statale di riferimento vigenti (Ce 852-853-854-882; D.Lgs. 193/2007; TUEL) affermano che la competenza del Sindaco si radica nei casi in cui ci sia un’emergenza sanitaria o di igiene pubblica che coinvolge direttamente la popolazione. Diversamente, e anche per il caso in cui sia in pericolo la salute di animali, la competenza spetta all’Ausl di riferimento, che in questo caso ha regolarmente provveduto a gestire la situazione fino a coinvolgere la Magistratura. Pertanto, Turroni ed i Verdi di Forlì, possono prendere atto che il Sindaco oltre a tutelare con orgoglio gli gnomi ed i nani di Bagno di Romagna è ben presente su tutte le questioni del territorio e pronto ad intervenire operativamente ed immediatamente, anche oltre le proprie competenze cercando di coordinare le istituzioni e tutti gli interessati”.

“Infine – evidenzia il Sindaco – dal modo di intervento del senatore Turroni non si capisce se sia più interessato al richiamo mediatico con attacchi puramente politici e di immagine, piuttosto che adoperarsi in concreto per la tutela degli animali e per portare avanti politiche della montagna. Ma da ogni circostanza, anche quelle di basso livello – chiude Marco Baccini – c’è sempre qualcosa di positivo da ricavare, ovvero una rimeditazione del ruolo e delle modalità di operare del Presidente dei Verdi. Se poi la lungimiranza deve essere la stessa con la quale Turroni si schierò contro la realizzazione della Diga di Ridracoli, che oggi garantisce la disponibilità di risorsa idrica a tutta la Romagna, allora i motivi di riflessioni aumentano notevolmente”. 

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