Spinelli: "Silenzio governativo di fronte al grido d'aiuto delle scuole paritarie"

Ad esse risponde il silenzio governativo, in tutt’altre faccende affaccendato come la nozione di parenti & affini. E le famiglie, in difficoltà, si lamentano per il pagamento delle rette scolastiche (anche ridotte)

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di CesenaToday

Il coronavirus smaschera ideologie e luoghi comuni. Molti di questi riguardano le scuole paritarie. Così, queste ultime hanno levato a gran voce un vero e proprio grido d’aiuto al Governo, per far fronte alla crisi del Covid19, che rischia di far “saltare” una parte fondamentale del sistema scolastico italiano. Ad esse risponde il silenzio governativo, in tutt’altre faccende affaccendato come la nozione di parenti & affini. E le famiglie, in difficoltà, si lamentano per il pagamento delle rette scolastiche (anche ridotte). E' il pensiero dell'avvocato Stefano Spinelli, Presidente U.G.C.I. Sezione di Forlì Cesena​

Per questo mi pare si debba innanzitutto fare chiarezza.

1. La scuola paritaria è una risorsa fondamentale e preziosa per la scuola italiana. Si tratta di circa 12.000 scuole che accolgono e formano 900.000 studenti e permettono un risparmio allo Stato di circa 6 miliardi l’anno. La legge 62/2000 riconosce come “pubblico” il servizio da loro svolto, anche se gestito da soggetti privati (“il sistema scolastico nazionale è costituito dalle scuole statali e da quelle paritarie”). 
2. Purtroppo, alle dichiarazioni di principio non seguono gli adempimenti conseguenti e non vi è ad oggi un loro riconoscimento effettivo (che si avrebbe, per esempio, con il buono studente). Le scuole paritarie sono legate a contributi concessi con grande difficoltà e spesso non sono considerate. A Cesena, per esempio, si attende ancora la definizione di una nuova convenzione dopo la scelta di ridurre la retta scolastica per le materne solo comunali e statali. 

3. Su questa situazione, già di difficoltà, si inserisce l’emergenza sanitaria, con relativo allarme per una possibile chiusura in pochi mesi di molte strutture che assicurano il medesimo servizio scolastico pubblico! Ma, al miliardo e mezzo di nuove risorse, previste nel decreto rilancio, per gli istituti statali, corrispondono al momento solo 80 milioni di stanziamenti e solo per le scuole dell’infanzia paritarie (0-6 anni).
Credo che si dovrebbe abbandonare l’ideologia della contrapposizione pubblico/privato. Contribuendo a realizzare il medesimo servizio scolastico, dovrebbe assicurarsi anche agli alunni delle scuole paritarie, e alle loro famiglie, un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali. 

In tempi di emergenza sanitaria, dovrebbe riconoscersi loro un aiuto concreto (come la richiesta detraibilità del costo delle rette versate alle scuole paritarie dalle famiglie in difficoltà). Ciò che è in ballo non è solo la chiusura di tanti istituti, ma la capacità del sistema scolastico italiano di reggere alla sfida sanitaria, la qualità dell’istruzione e la necessità di evitare disparità nell’ambito del medesimo servizio pubblico assicurato.

Stefano Spinelli, Presidente Unione giuristi cattolici italiani Sezione di Forlì Cesena

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