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Spedizioni punitive, botte e minacce: "Ti devo scannare". Arrestato un 35enne

L’accusa, dopo una serie di articolate indagini, è quella di maltrattamenti in famiglia ed atti persecutori, addirittura da dieci anni a questa parte.

Gli agenti della Polizia hanno arrestato nei giorni scorsi un 35enne italiano residente a Gatteo, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Forlì su richiesta della Procura della Repubblica. L’accusa, dopo una serie di articolate indagini, è quella di maltrattamenti in famiglia ed atti persecutori, addirittura da dieci anni a questa parte.

LE INDAGINI - Le delicate indagini sono state avviate dalla 2a “Sezione Reati contro la Persona” della Squadra Mobile di Forlì, quando nel luglio scorso una donna ha richiesto aiuto denunciando gravi episodi di violenza subita, con tanto di intimidazioni e minacce. Gli investigatori hanno così rassicurato la donna, visibilmente provata, sulla rete di protezione che si sarebbe immediatamente attivata anche con l’intervento dei centri Antiviolenza. La donna ha così preso coraggio ed ha denunciato dettagliatamente quanto patito dall’uomo, che è poi risultato essere già noto alle forze dell’ordine per reati contro il patrimonio e la persona. Tra l’altro era già stato coinvolto nell’Operazione “Dirty Soccer” legata al mondo delle scommesse illegali.

MINACCE E VIOLENZE - I maltrattamenti e le vessazioni non si fermavano nemmeno in presenza delle figlie minori della coppia. In particolare le indagini hanno riscontrato come l’uomo sottoponesse la moglie a continui maltrattamenti, sia fisici e morali, con calci e pugni, minacce di more ed ingiurie. “O con me o con nessun altro”, le ripeteva di continuo. Tale condotta è continuata anche la successiva collocazione della malcapitata in una struttura protetta: “Tanto prima o poi esci da dove stai”, “so dove ti trovi”, “ti devo scannare” erano le frasi che l’uomo scriveva alla donna anche sui social network.

SPEDIZIONE PUNITIVA - Ma non è tutto: recandosi nel paese d’origine nel sud Italia, aveva  messo in atto una vera e propria spedizione punitiva nei confronti del presunto amante della moglie, terminata con una aggressione fisica ai danni dell’uomo. 

LE MOTIVAZIONI DEL GIP - Il Giudice per le Indagini Preliminari ha motivato la grave misura limitativa della libertà, in quanto “ha ritenuto l’indagato assolutamente non in possesso della capacità di autocontrollo e rispetto delle regole a fronte anche dei gravi precedenti penali a suo carico”. L’arrestato, trovato anche in possesso di un taser elettrico, è stato condotto presso il carcere di Forlì.

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