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Porte girevoli per la "famiglia dell'eroina": esce la madre, va in cella il figlio

Tra la casa in via Savio della "famiglia dell'eroina" e il carcere è come se ci fossero le porte girevoli: per uno che esce, c'è uno che entra. Nella giornata di venerdì scorso gli uomini del Commissariato di Cesena avevano individuato due spacciatori

Tra la casa in via Savio della “famiglia dell'eroina” e il carcere è come se ci fossero le porte girevoli: per uno che esce, c'è uno che entra. Nella giornata di venerdì scorso, nel corso dei controlli nei parchi pubblici, gli uomini del Commissariato di Cesena, come si ricorderà, avevano individuato due spacciatori, uno dei quali nel fuggire aveva avvisato a casa al fine di far sparire la droga (l'altro era stato arrestato sul posto). Tuttavia, la polizia era sopraggiunta in pochi minuti con un'altra pattuglia, trovando così la madre e la cognata del fuggitivo con 110 grammi di eroina, mentre cercavano di nasconderla fuori casa, nel tentativo di sottrarla alla perquisizione che sarebbe scattata da lì a poco.

Un “assistenza fatale”, in quanto le due donne sono finite in carcere, “inguaiate” dal familiare, un cesenate di 39 anni. Nella stessa casa di via Savio si trovava agli arresti domiciliari il fratello del 39enne, per un cumulo pena relativo ad una serie di condanne per spaccio e reati contro il patrimonio. Ora, a distanza di pochi giorni, i vari membri della famiglia si sono scambiati il testimone, quasi fosse una staffetta, per entrare in carcere. Le due donne, 62 e 38 anni, hanno ottenuto gli arresti domiciliari. Tuttavia per loro che escono, rientra in carcere il fratello che si trovava ai domiciliari, un 38enne che ha accumulato pene esecutive per oltre 7 anni di carcere.

La misura è stata inasprita dopo che si è verificato che in quella casa che dovrebbe fungere da “prigione” in verità si praticava una rigogliosa attività di spaccio di droga. Insomma, sia la madre che la sua compagna, appena uscite dal carcere, per trovare il loro congiunto dovranno far ritorno alla Rocca di Forlì, sebbene in questo caso in qualità di visitatrici. Resta invece irreperibile il fuggitivo di venerdì, che con la sua telefonata ha fatto assaggiare la cella a tre suoi familiari e a un complice.

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