Cocaina spacciata da una banda albanese in Y bianca: 5 arresti

Una struttura gerarchica di spaccio all'ingrosso e al dettaglio di cocaina è stata smantellata ad opera di un'articolata indagine dei carabinieri di Cesenatico. Partendo da uno dei pusher, i militari sono riusciti a ricostruire un esteso giro di spaccio

Una struttura gerarchica di spaccio all'ingrosso e al dettaglio di cocaina è stata smantellata ad opera di un'articolata indagine dei carabinieri di Cesenatico. Partendo da uno dei pusher, i militari sono riusciti a ricostruire un giro di spaccio che si allargava da Cervia fino a Bellaria, coinvolgendo quindi tre province e un largo tratto di Riviera, dove purtroppo è sempre fiorente lo smercio di sostanze stupefacenti.
 

L'attività ha quindi permesso di arrestare 5 persone, tutti albanesi, e di sottoporre all'obbligo di dimore una sesta donna, insospettabile, che pur non essendo spacciatrice e apparentemente non facente parte del “giro”, comunque offriva agli spacciatori la propria casa come magazzino per la detenzione e il confezionamento delle dosi. Gli arresti sono stati eseguiti alcuni giorni fa, su ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Rimini Vincenzo Cantarini su richiesta del pm Elisa Milocco.

 


 

Tutto parte quando i carabinieri del nucleo operativo radiomobile dei carabinieri di Cesenatico iniziano a tenere sotto controllo un presunto spacciatore residente a Gatteo Mare, Fatmir Nika, 35 anni. I militari scoprono che lavora in coppia con un connazionale, Ervin Gjalma, residente a Viserba, di 29 anni. Centro della loro attività sarebbero alcuni locali pubblici di Bellaria, in cui si rifornivano di cocaina “clienti” soprattutto italiani e giovani, per 40-50 euro a dose (i carabinieri hanno fatto anche alcune segnalazioni in Prefettura in qualità di assuntori di droghe).


 

Il loro modus operandi era singolare e indirizzato a sviare anche eventuali controlli. La droga, infatti, veniva occultata nelle strade, nei pressi di cavalcavia o in fessure di lampioni, di modo che non fosse riconducibile a loro. I particolari movimenti e le soste in zone di aperta campagna dell’autovettura utilizzata dai due indagati, una Lancia Y di colore bianco continuamente monitorata dagli operatori, hanno fatto ipotizzare che gli stessi nascondessero le dosi già pronte di sostanza stupefacente in zone pressoché deserte per poi prelevarla e venderla ai loro clienti. Invece, per il confezionamento delle dosi, a fare da base logistica era la casa di un'altra albanese, di 48 anni, insospettabile e incensurata, la vera “sicurezza” di impunità per i due spacciatori. Per lei non sono scattate le manette, ma è stato emesso un obbligo di firma.


 

I carabinieri, tuttavia, non si sono fermati solo a questi tre soggetti e sono riusciti a risalire ai loro “fornitori”, individuati in Bledian Topi, 33 anni, residente a Bellaria, e Migel Myrto, 28 anni, di Cervia. Da questi, quindi, anche un altro “cavallo”, lo spacciatore al dettaglio di stessa organizzazione che operava sul territorio di Viserba. Si tratta di Amarildo Breti, 31 anni. Tutti e cinque hanno trascorsi per lo spaccio di droga in altre parti d'Italia, in particolare al Sud Italia. Nel corso delle perquisizioni sono stati posti sotto sequestro 9.700 euro, trovati in contanti in due abitazioni e ritenuti probabile provento di uno spaccio che tuttora, secondo gli inquirenti, era in corso.

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